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Articolo di Dottrina



LE CONDIZIONI PER LA CONFIGURABILITÀ DEL REATO DI CUI ALL’ART. 570, COMMA 2, N. 2, C.P.



Sull’inadempimento degli obblighi permanenti di genitore

Floriana LISENA

di

Floriana LISENA

Si anticipa un estratto dell’approfondimento di penale che sarà inserito nel fascicolo di settembre della Rivista cartacea Neldiritto.

1. Sull’inadempimento degli obblighi permanenti di genitore.

Sussiste la violazione dell’art. 570, comma 2, n. 2, c.p., per inadempimento dell’obbligo di assistenza familiare, in caso di mancanza di mezzi di sussistenza per i minori, anche se il relativo accertamento risulti basato su presupposti di fatto erronei? (Cass., sez. VI pen., 4 luglio 2011, n. 26085).

Il genitore viene condannato per violazione degli obblighi di assistenza familiare, anche se con riferimento ad una somma stabilita con un provvedimento successivo ai fatti contestati, allorchè risulti comunque che non si sia fatto carico di spese riferibili ai figli, se non in minima parte, realizzando così quell’inadempimento agli obblighi permanenti di genitore comunque costituente reato.


La Corte di Cassazione precisa, con la decisione in epigrafe, in presenza di quali condizioni sia possibile affermare la responsabilità penale del genitore che privi i figli minori dei mezzi di assistenza. In particolare, la questione risolta dai giudici di legittimità verte sull’”effettività” dello stato di privazione in cui versava la prole, in ragione del quale era stata già emessa sentenza di condanna per violazione dell’art. 570, comma 2, n. 2, c.p., fondata tuttavia su un presupposto di fatto erroneamente accertato dal giudice di secondo grado.

Nella specie, la sentenza di secondo grado avrebbe fondato il proprio convincimento su un presupposto di fatto palesemente erroneo, quello dell’inadempienza rispetto a somma stabilita in provvedimento giudiziale di separazione assente invece nella fattispecie, perché alla data dei fatti contestati la procedura di separazione neppure sarebbe stata introdotta.

Prima di esaminare quale “peso” ha attribuito la Suprema Corte all’errore compiuto dalla Corte d’appello sul punto, ai fini della riforma o meno della sentenza di condanna, occorre premettere in presenza di quali presupposti può essere accertata la responsabilità per inadempimento degli obblighi familiari.

Si osserva, innanzitutto, che il legislatore, attraverso la tutela penale apprestata dall’art. 570, comma 2, n, 2, c.p., ha inteso garantire al minore di età una ragionevole e sostanziale costanza temporale e quantitativa delle necessarie risorse atte a d assicurargli i mezzi di sussistenza, ovvero di ciò che è strettamente indispensabile per vivere nel momento storico in cui il fatto avviene (quali il vitto, l’abitazione, i canoni per le ordinarie utenze, i medicinali, il vestiario, le spese per l’istruzione).

Il primo presupposto del reato in esame è, dunque, lo stato di bisogno del soggetto passivo, che nel caso dei figli minori “sussiste in via fondatamente presuntiva in re ipsa, stante la naturale impossibilità di costoro di provvedere autonomamente al proprio sostentamento”[1].

...omissis...



[1] Cfr., in tal senso, Cass. pen., sez. VI, 10 gennaio 2011, n. 6597.






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