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Articolo di Dottrina



LA NULLITA’ DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO



Innovazioni nel codice del processo amministrativo e prime applicazioni giurisprudenziali

Chiara CAVALLARI

La tutela a fronte del provvedimento viziato da nullità: innovazioni nel codice del processo amministrativo e prime applicazioni giurisprudenziali

di
Chiara CAVALLARI

Si anticipa un estratto dell’approfondimento di amministrativo che sarà inserito nel fascicolo di ottobre della Rivista cartacea Neldiritto.

Le innovazioni in materia di nullità contenute nel codice del processo amministrativo contribuiscono a delineare l’inquadramento sistematico dell’istituto, rimuovendo altresì le difficoltà correlate all’esercizio della tutela da parte del privato in conseguenza del carattere lacunoso della disciplina diretta all’introduzione della nullità nel novero dei vizi di invalidità suscettibili di inficiare il provvedimento amministrativo.

Il presente contributo intende definire la portata delle innovazioni normative in ordine all’azione di nullità ed al regime processuale del vizio, ripercorrendo le prime applicazioni operate in via giurisprudenziale: in tale prospettiva, si rievoca il dibattito interpretativo successivo all’intervento legislativo diretto alla codificazione delle cause di nullità nell’ordinamento amministrativo, maturato in relazione alle ricadute sul sistema di tutela del privato innanzi al giudice amministrativo, quale passaggio finalizzato all’esegesi del dettato normativo contenuto nel codice del processo, attesa la corrispondenza delle scelte legislative ai termini del dibattito interpretativo quale soluzione compromissoria dei diversi esiti ivi maturati.

L’apprezzamento della portata delle innovazioni normative in materia di nullità comprende la valutazione della nozione di accertamento insita nella dichiarazione in via giudiziale del vizio di nullità e le relative implicazioni in ordine alla connotazione del giudicato amministrativo; racchiude altresì il raccordo tra l’accertamento di nullità ed il rimedio avverso il silenzio-inadempimento, quale prospettazione finalizzata all’ampliamento della tutela invocabile dal privato, fondata sulla qualificazione del provvedimento nullo come forma di silenzio in forma giuridica.

L’analisi del contributi giurisprudenziali conferma, tuttavia, la scarsità di applicazione dell’istituto nel sistema amministrativo: il recente intervento normativo in ordine alla disciplina dei profili processuali della nullità, se pure strumentale alla rimozione degli ostacoli all’esercizio della tutela da parte del privato, non può superare le incertezze correlate alla disciplina degli aspetti sostanziali della figura, quali l’indeterminatezza delle espressioni utilizzate dal legislatore per l’individuazione delle cause di nullità nonché la corrispondenza di tali cause ad ipotesi di rara verificazione in concreto.

Sommario: 1. Premessa – 2. L’ingresso dell’azione di nullità nel giudizio amministrativo – 2.1. Caratteri: interesse ad agire, termini per l’esercizio dell’azione – 2.2. Natura dell’accertamento, configurazione e valore del giudicato amministrativo; il raccordo con il rimedio avverso il silenzio-inadempimento- 3. Altri strumenti di introduzione in giudizio della questione di nullità - 3.1. La rilevabilità d’ufficio del vizio: ambito di estensione del potere in capo al giudice – 3.2. L’eccezione di nullità: invocabilità da parte dell’Amministrazione – 4. Prime applicazioni giurisprudenziali – 5. Conclusioni.

1. Premessa

Il codice del processo amministrativo conferma la consacrazione della nullità quale vizio generale predicabile in riferimento al provvedimento amministrativo, non più circoscritto ad isolate ipotesi testuali, destinato a riflettersi sul sistema di tutela innanzi al giudice amministrativo: esprime l’intenzione legislativa di introdurre una base normativa idonea a sostenere le implicazioni processuali della nullità, quale figura patologica codificata nella sue cause ad opera della legge n. 15 del 2005 ed inserita nell’ambito della disciplina dei vizi di invalidità suscettibili di inficiare il provvedimento amministrativo; risponde altresì all’esigenza di inquadramento sistematico dell’istituto, maturata in seno al dibattito interpretativo successivo all’entrata in vigore della novella del 2005 in ragione del carattere parziale dell’intervento legislativo diretto alla codificazione della nullità nell’ordinamento amministrativo.

In tale ottica, il codice del processo regolamenta alcuni aspetti concernenti la tutela invocabile dal privato a fronte del provvedimento nullo[1]. Conferma la configurazione della giurisdizione amministrativa nelle controversie involgenti il provvedimento nullo ove la posizione soggettiva lesa assuma la consistenza di interesse legittimo, segnando il definitivo superamento dell’orientamento tradizionale volto a circoscrivere l’appartenenza di tutte le controversie in materia di nullità alla giurisdizione ordinaria. Riconosce altresì l’ammissibilità dell’azione di nullità nel processo amministrativo, suggellando la sussistenza dell’interesse ad agire a fronte del provvedimento nullo e l’inadeguatezza dell’azione di annullamento all’accertamento ed alla dichiarazione del vizio di nullità. Risolve in via legislativa la questione, assai controversa nel dibattito interpretativo successivo alla novella del 2005, concernente la definizione dei termini per l’esercizio dell’azione diretta alla declaratoria della nullità, mediante l’assoggettamento ad un regime differenziato a seconda della qualificazione della causa suscettibile di integrare il vizio di nullità: la previsione del regime di decadenza entro il termine di centottanta giorni, quale regola generale destinata a disciplinare le modalità di esercizio dell’azione nel processo amministrativo; l’assoggettamento al regime di prescrizione entro l’ordinario termine decennale ove la nullità derivi dall’elusione o violazione del giudicato, suscettibile di accertamento in sede di ottemperanza, quale regime corrispondente alla specifica connotazione della giurisdizione amministrativa, per sua natura estesa al merito.

...omissis...



[1] La disciplina in materia di nullità nel codice del processo amministrativo è contenuta negli articoli 31 comma 4 e 114 comma 4 lettera b: 31. Azione avverso il silenzio e declaratoria di nullità .... 4. La domanda volta all’accertamento delle nullità previste dalla legge si propone entro il termine di decadenza di centottanta giorni. La nullità dell’atto può essere sempre opposta dalla parte resistente o essere rilevata d’ufficio dal giudice. Le disposizioni del presente comma non si applicano alle nullità di cui all’articolo 114, comma 4, lettera b), per le quali restano ferme le disposizioni del Titolo I del libro IV; Libro IV Ottemperanza e riti speciali, Titolo I Giudizio di ottemperanza ... 114. Procedimento ... 4. Il giudice, in caso di accoglimento del ricorso ... b) dichiara nulli gli eventuali atti in violazione o elusione del giudicato.






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