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Articolo di Dottrina



ARBITRATO



Sulla contestuale proposizione dell’eccezione di compromesso e della domanda riconvenzionale

Fabio COSSIGNANI

Si anticipa un estratto dell’Approfondimento di diritto Civile che sarà inserito nel fascicolo di Marzo della Rivista cartacea NelDiritto

Corte di Cassazione, Sez. VI civile, 12 dicembre 2011, n. 26635 (ordinanza)

Arbitrato – Eccezione di compromesso – Domanda riconvenzionale – Espressa subordinazione della domanda riconvenzionale al rigetto dell'eccezione – Necessità – Esclusione.

(Cod. proc. civ., artt. 167, 819 ter)

Massima

1. In caso di contemporanea proposizione in un unico atto difensivo della domanda riconvenzionale e dell’eccezione di compromesso, quest'ultima non può considerarsi rinunciata per effetto della formulazione della prima, neanche in difetto di espressa subordinazione, in quanto la domanda riconvenzionale deve intendersi di per sé logicamente subordinata al mancato accoglimento dell’eccezione di arbitrato.

Estratto delle motivazioni

[….Omissis…]

Essendo pacifica la circostanza dell’avvenuta previsione della clausola arbitrale nel contratto di appalto intervenuto tra il C. e la T., la prima doglianza del ricorrente tende a far affermare l’erroneità della sentenza impugnata nella parte in cui non avrebbe rilevato la sopravvenuta rinuncia della T. a far valere la suddetta clausola sul presupposto che, nel proporre l’opposizione al decreto ingiuntivo, avrebbe, oltre a dedurre l’eccezione riconducibile all’operatività della clausola arbitrale, comunque impostato la sua difesa nel merito formulando anche domanda riconvenzionale e istanza di chiamata in causa di un terzo.

Pertanto, in questa sede, deve al riguardo trovare conferma il principio enunciato da questa Corte secondo cui, in tema di arbitrato, pur configurandosi la devoluzione della controversia ad arbitri come rinuncia all’esperimento dell’azione giudiziaria da far valere nella forma dell’eccezione in senso proprio, la contestuale proposizione dell’eccezione e della domanda riconvenzionale nel primo atto difensivo non implica la necessità di subordinare espressamente la seconda al rigetto della prima, onde evitare che essa sia ritenuta rinunciata, in quanto l’esame della domanda riconvenzionale è ontologicamente condizionato al mancato accoglimento dell’eccezione di compromesso, essendo la fondatezza di quest’ultima incompatibile con l’esame della prima (v., per tutte, Cass. n. 12684/2007).

[…Omissis…]

Commento

Il caso concreto si presenta elementare. Il convenuto, nella comparsa di costituzione e risposta, solleva eccezione di compromesso e propone contestualmente domanda riconvenzionale.

Il problema interpretativo consiste nella compatibilità reciproca di tali difese, potendosi infatti sospettare che la domanda riconvenzionale, in quanto manifestazione della volontà di devolvere al giudice statale la decisione della controversia nel merito, sia incompatibile con l'eccezione di compromesso che, viceversa, mira al risultato contrario. Si potrebbe in definitiva ipotizzare una rinuncia implicita all'eccezione, specie ove la parte ometta di subordinare espressamente la domanda riconvenzionale al rigetto dell'eccezione.

La Corte, con l'ordinanza in epigrafe, afferma invece che tra le due difese v'è un rapporto di ontologica subordinazione, dipendendo la decidibilità della domanda riconvenzionale dalla infondatezza dell'eccezione.

Si tratta di un orientamento interpretativo maggioritario (v. Cass., 30 maggio 2007, n. 12684; Cass., 7 luglio 2004, n. 12475; Cass., 19 dicembre 2000, n. 15941; Trib. Ascoli Piceno, sez. dist. San Benedetto del Tronto, 7 aprile 2010; Trib. Modena 22 febbraio 2008; App. Milano, sez. II, 24 aprile 2007; Trib. Modena, 24 maggio 2006; Trib. Belluno, 26 ottobre 2005), fondato essenzialmente sul condivisibile principio secondo cui l'unitarietà inscindibile dell'atto processuale non consente di ritenere rinunciate le difese in esso espresse, ogni volta che risulti agevole desumere – attraverso un semplice procedimento logico – la gradualità delle richieste formulate (principio analogo a quello espresso in tema di rapporti tra eccezione di incompetenza e domanda riconvenzionale: v. Cass., 15 marzo 2005, n. 5572; Cass., 15 aprile 2005, n. 7674; contra, Trib. Milano, 31 ottobre 1996).

Tuttavia, non mancano pronunce di senso contrario, secondo le quali la proposizione della domanda riconvenzionale comporta rinuncia alla pur contestuale exceptio compromissi, salvo che vi sia espressa subordinazione della prima al rigetto della seconda (Cass., 15 dicembre 2003, n. 18643; Trib. Napoli, sez. XI, 18 gennaio 2005).

Peraltro, occorre dar conto anche del diverso problema che si pone là dove le due difese non vengano spese contestualmente: iniziale eccezione di compromesso e successiva proposizione della domanda riconvenzionale.

Si tratta di ipotesi che dovrebbe oggi escludersi, dal momento che entrambe le difese devono essere svolte, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta (artt. 167 e 819 ter c.p.c.), ma la questione si mostra interessante sul piano sistematico. La giurisprudenza ha infatti ritenuto possibile configurare, in tali casi, la rinuncia implicita alla eccezione precedentemente sollevata (Cass., 30 maggio 2007, n. 12736; Cass., 16 dicembre 1992, n. 13317).

Caso esattamente inverso a quello da ultimo richiamato è stato invece deciso da Trib. Bergamo 22 aprile 2008, secondo il quale la iniziale domanda riconvenzionale non costituisce ostacolo alla successiva formulazione dell'exceptio compromissi, poiché la strategia processuale va valutata globalmente.

...omissis...






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