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Testo del provvedimento

ATTO AMMINISTRATIVO


Erogazione di pasti vegani a scuola




TAR TRENTINO ALTO ADIGE - SENTENZA 22 marzo 2017, n.107
MASSIMA
Trasmoda in arbitrio la condotta dell'amministrazione la quale, alla richiesta presentata dalla mamma di un bambino prossimo all’iscrizione presso una scuola dell’infanzia, tesa ad ottenere l’erogazione di un menù vegano per il proprio figlio, opponga il proprio rifiuto senza ancorare il medesimo ad alcun parametro normativo o regolamentare.



TESTO DELLA SENTENZA

TAR TRENTINO ALTO ADIGE - SENTENZA 22 marzo 2017, n.107 -

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento

(Sezione Unica)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 293 del 2016, proposto da: Aldo Tessari e Bianca Dal Bosco, rappresentati e difesi dall'avv. Giuseppe Frigotto, con domicilio eletto presso la segreteria del T.r.g.a. di Trento, in Trento via Calepina n. 50;

contro

Ministero della giustizia, in persona del Ministro in carica, rappresentato e difeso dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Trento, nei cui uffici in Trento, largo Porta Nuova n. 9, è pure per legge domiciliato;

per l'ottemperanza

al decreto della Corte d’Appello di Trento n. 822/10 R.G.V.G., n. 485 Cron. e n. 198 Rep., depositato il 16.3.201, di equa riparazione dei danni patrimoniali e non patrimoniali, per mancato rispetto del termine ragionevole di durata del processo (Legge Pinto).

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della giustizia;

Visti gli artt. 112, 113 e 114 del cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Visto l’art.34, co. 5, del cod. proc. amm.;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 23 marzo 2017 il cons. Paolo Devigili e uditi per i ricorrenti l’avv. Giuseppe De Grandi, in sostituzione dell’avv. Giuseppe Frigotto, e per l’intimato Ministero il procuratore dello Stato Davide Volpe;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1. Con il decreto in epigrafe la Corte d’Appello di Trento ha condannato - per l’irragionevole durata di un processo - il Ministero della Giustizia a corrispondere agli odierni ricorrenti la somma di Euro 6.085,00 ciascuno con gli interessi legali, ed a rifondere le spese processuali liquidate in Euro 938,00 ed accessori.

2. Il decreto è passato in giudicato, come attestato dalla cancelleria, e tuttavia l’amministrazione non ha provveduto ad effettuare il pagamento di quanto dovuto.

3. Con il ricorso in esame, promosso ex art. 112 e segg. del cod. proc. amm., gli interessati agiscono per l’ottemperanza al decreto della Corte trentina.

4. Nel corso di causa si è costituito il Ministero della Giustizia, depositando gli ordinativi comprovanti l’avvenuto pagamento delle somme dovute ed instando per la declaratoria di intervenuta cessazione della materia del contendere, a spese compensate.

5. Il difensore di parte ricorrente, comparso all’udienza camerale del 23 marzo 2017, ha dato atto dell’intervenuto pagamento, formulando a propria volta istanza per la declaratoria di cessazione della materia del contendere ed aderendo alla compensazione delle spese proposta dalla difesa erariale.

6. Ciò posto, preso atto delle dichiarazioni delle parti, il Collegio dichiarare intervenuta la cessazione della materia del contendere ex art. 34, comma 5, del cod. proc. amm., con compensazione delle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa per la Regione autonoma del Trentino Alto dige/Südtirol, sede di Trento, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, dichiara cessata la materia del contendere.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.