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Testo del provvedimento

PROCESSO DI COGNIZIONE (NOTIFICHE, ATTI INTRODUTTIVI, TRATTAZIONE)


Comuni: elezione di domicilio presso la sede dell’organo




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - 1 - ORDINANZA 13 giugno 2018, n.15422
MASSIMA
Quando un Comune è rappresentato in giudizio, in forza di procura, da un avvocato facente parte dell’organico comunale, abbia eletto domicilio presso la sede di tale organo e la notifica della sentenza venga fatta all’Ente in tale luogo, la notifica stessa non può considerarsi idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione, in quanto si tratta di una notificazione che, per non essere effettuata con il riferimento nominativo al procuratore, non può considerarsi eseguita alla parte nel domicilio eletto presso il procuratore.



TESTO DELLA SENTENZA

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - 1 - ORDINANZA 13 giugno 2018, n.15422 - Pres. - est. Di Virgilio

Fatto e diritto

rilevato che la Corte d’Appello di Lecce ha dichiarato inammissibile l’appello proposto dal Comune di Galatina nei confronti di G.A. , perché proposto oltre il termine breve dalla notifica della sentenza, munita di formula esecutiva, indirizzata al Sindaco, e consegnata a mani dell’Avv. Elvira Pasanisi, dell’Ufficio legale dell’Ente, che era il procuratore costituito in primo grado;

che il Comune ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza, illustrato anche da memoria, deducendo la violazione degli artt. 285, 170, 325 e 326 c.p.c. e 112 c.p.c.;

che G.F. e M.A. , eredi di A. , hanno resistito con controricorso;

ritenuto che l’eccezione d’inammissibilità del ricorso non merita condivisione, non essendo rilevante l’esatta indicazione numerica delle ipotesi di cui all’art. 360 c.p.c. quando, come nella specie, il motivo sia univocamente riferibile alla corretta ragione di impugnazione (Cass. S.U. 24/07/2013 n. 17931), nella specie afferente ad un error in procedendo;

che, nel merito, il ricorso è fondato;

che dall’esame della relata di notificazione della sentenza di primo grado, munita di formula esecutiva, emerge che la notificazione era indirizzata al Comune di Galatina, in persona del suo Sindaco pro tempore, presso la Casa Comunale;

che, secondo l’indirizzo maggioritario di questa Corte (Cass. n. 16590/17; n. 21746/16; n.18356/16; n. 9843/14; n. 9431/12; n. 9298/07), cui il Collegio ritiene di dare continuità, quando un Comune è rappresentato in giudizio, in forza di procura, da un avvocato facente parte dell’organico comunale, abbia eletto domicilio presso la sede di tale organo e la notifica della sentenza venga fatta all’Ente in tale luogo, la notifica stessa non può considerarsi idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione, in quanto si tratta di una notificazione che, per non essere effettuata con il riferimento nominativo al procuratore, non può considerarsi eseguita alla parte nel domicilio eletto presso il procuratore;

che tale principio riposa sulla necessità di render inequivoca l’intenzione della parte notificante di perseguire l’obiettivo, ulteriore rispetto all’impulso della procedura esecutiva, di far decorrere il termine breve ex art. 326 c.p.c., mediante il compimento della formale attività acceleratoria e sollecitatoria, data dalla notifica ai sensi degli artt. 285 e 170 c.p.c. (cfr. Cass. SU 13 giugno 2011, n. 12898): va dunque ribadito anche nel caso, ricorrente nella specie, in cui la notifica è in concreto (fortuitamente) avvenuta a mani del procuratore costituito, atteso che in essa mancava, appunto, il riferimento nominativo al procuratore della parte; che la sentenza è dunque cassata con rinvio alla Corte d’Appello di Lecce in diversa composizione, per i necessari accertamenti di fatto, rilevanti anche ai fini del riparto di giurisdizione, e per la liquidazione delle spese.

P.Q.M.

accoglie il ricorso, cassa e rinvia alla Corte d’Appello di Lecce in diversa composizione, anche per le spese di questo giudizio di legittimità.