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Testo del provvedimento

PERSONA (REATI CONTRO LA –ARTT. 575-593)
CP Art. 590 bis


Le lesioni stradali sono una figura autonoma di reato




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE - SENTENZA 14 giugno 2018, n.27425
MASSIMA
L’art.590-bis cod. pen. delinea una figura autonoma di reato e non una circostanza aggravante ad effetto speciale del delitto previsto e punito dall’art.590 cod.pen. e pertanto non necessita di querela di parte ai fini della sua procedibilità.



CASUS DECISUS
Il Tribunale di Brescia dichiarava non doversi procedere nei confronti di B.E., imputato del reato di cui all’art. 590 bis c.p., per difetto di querela. Ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Brescia lamentando inosservanza dell’art.590 bis in punto di procedibilità ed errata applicazione dell’art.129 c.p.p. Deduce che i nuovi delitti di cui agli artt.589 bis e 590 bis c.p. costituiscono fattispecie autonome di reato e non ipotesi aggravate dei reati di omicidio colposo e lesioni colpose, con la conseguenza che il reato ascritto al B. è perseguibile d’ufficio. L’imputato, tramite i propri difensori di fiducia, chiede il rigetto del ricorso.



TESTO DELLA SENTENZA

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV PENALE - SENTENZA 14 giugno 2018, n.27425 - Pres. Piccialli – est. Menichetti

Ritenuto in fatto

1. Il Tribunale di Brescia, con sentenza in data 9 ottobre 2017, dichiarava non doversi procedere nei confronti di B.E. , imputato del reato di cui all’art. 590 bis c.p., per difetto di querela. 2. Ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Brescia lamentando inosservanza dell’art.590 bis in punto di procedibilità ed errata applicazione dell’art.129 c.p.p. Deduce che i nuovi delitti di cui agli artt.589 bis e 590 bis c.p. costituiscono fattispecie autonome di reato e non ipotesi aggravate dei reati di omicidio colposo e lesioni colpose, con la conseguenza che il reato ascritto al B. è perseguibile d’ufficio, in difetto di espressa previsione di perseguibilità a querela di parte. 3. L’imputato, tramite i propri difensori di fiducia, ha depositato memoria ex art.611 c.p.p. con la quale prospetta la qualificazione della norma come circostanza aggravante, conformemente a quanto ritenuto dal Tribunale, e chiede il rigetto del ricorso.

Considerato in diritto

1. Il ricorso è fondato. 2. La questione che si pone attiene alla qualificazione giuridica dell’art. 590 bis, comma 1, c.p., se sia circostanza aggravante ovvero fattispecie autonoma di reato. Il Tribunale di Brescia ha ritenuto trattarsi di una circostanza aggravante, che dunque non ha mutato il regime di procedibilità a querela del reato di lesioni personali colpose occorse in ambito stradale. Ha osservato sul punto che, a fronte degli argomenti formali a sostegno della tesi della natura di fattispecie autonoma di reato, quali l’autonoma collocazione della norma e la previsione di una distinta sanzione edittale, nonché l’intestazione della stessa legge n.41 del 2016 ('Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali'), vi sarebbero altri argomenti di ordine sistematico ed ermeneutico, che invece militerebbero nel senso della collocazione della norma nell’ambito delle circostanze aggravanti. Primo tra questi, il rilievo che l’intero 'micro-sistema' delle lesioni si impernia su due fattispecie base, l’art. 582, comma 1 cod.pen. per l’ipotesi dolosa, e l’art. 590, comma 1, cod.pen., per quella colposa, alle quali sono applicabili varie circostanze, tra cui quelle contenute nell’art. 590 bis cod.pen.. Una seconda considerazione è che il riconoscimento della natura di fattispecie autonoma condurrebbe poi all’elusione della disciplina dell’arresto in flagranza, avendo l’art. 5, comma 1, della legge n.41 del 2016 introdotto l’arresto facoltativo per il delitto di lesioni colpose stradali gravi o gravissime ex art.590 bis, commi 2, 3, 4 e 5 cod.pen., ed il comma 6 previsto poi che 'il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, quando dall’incidente derivi il delitto di lesioni personali colpose, non è soggetto all’arresto stabilito per il caso di flagranza di reato'. Orbene, osserva il giudice di merito, se si intendessero le lesioni colpose stradali ex art. 590 bis cod.pen. quali fattispecie autonoma, come da rubrica intitolata 'lesioni personali stradali', l’art. 189, comma 8, CdS non potrebbe essere applicato al delitto che esso menziona, perché la fattispecie ex art. 590 cod.pen. non ammette in nessun caso l’arresto; inoltre, la stessa disposizione non sarebbe applicabile neppure alle lesioni personali stradali, trattandosi di fattispecie autonoma non espressamente richiamata. Soltanto qualificando l’art.590 bis cod.pen. come un catalogo di circostanze aggravanti del delitto ex art. 590 cod.pen., le lesioni stradali rientrerebbero nel più ampio novero delle lesioni personali colpose, con conseguente piena operatività della previsione ex art.189, comma 8, CdS. 3. Gli argomenti sviluppati nella sentenza impugnata non sono corretti e sono smentiti da una serie di rilievi. Primo fra tutti il dato testuale: la legge n.41 del 2016 è intitolata 'Introduzione del reato di omicidio stradale e di lesioni personali stradali' ed indica chiaramente la volontà del legislatore di introdurre nel sistema due nuove figure di reato, che descrivono condotte specifiche e specializzanti rispetto alle generiche fattispecie base di cui agli artt.589 (omicidio colposo) e 590 (lesioni colpose) cod.pen., e che sono state autonomamente disciplinate, con l’evidente intento di operare un efficace contrasto ai reati che conseguono a condotte di guida caratterizzate dalla violazione delle regole prudenziali della circolazione stradale e provocano un sempre crescente numero di vittime. Dunque, sotto il profilo testuale, contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale di Brescia, appare assai significativo che la disciplina in esame sia stata introdotta nel codice penale con articoli autonomi, rubricati ciascuno con il titolo del relativo reato - e segnatamente l’art.589-bis 'omicidio stradale' e l’art.590-bis 'lesioni personali stradali' e con previsione di distinte pene edittali. Va inoltre sottolineato (come già statuito da questa Sez.4, con sent. n.29721 del 1/3/2017, in proc. Venni e n.42346 del 16/5/2017, in proc. Tosolini) che nell’ambito di tali figure criminose sono previste delle specifiche circostanze aggravanti ed attenuanti. Le prime sono richiamate dall’art.590-quater cod.pen., che, nel disciplinare il computo delle circostanze, menziona esplicitamente le circostanze aggravanti di cui agli artt.589-bis, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto comma, 589-ter, 590-bis, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto comma', chiaramente escludendo la natura circostanziale delle ipotesi incriminatrici di cui al comma primo degli artt.589-bis e 590-bis cod.pen.. Una circostanza attenuante specifica è inoltre prevista dal settimo comma dei predetti articoli del codice penale, che prevede una diminuzione della pena fino alla metà qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione od omissione del colpevole. La previsione di specifiche circostanze che aggravino o attenuino le pene edittali dei reati stradali colposi in esame è indubitabilmente indicativa nella natura autonoma e non circostanziale di tali fattispecie incriminatrici. Va infine rilevato che la legge n.41 del 2016 ha apportato modifiche all’art.222 del Codice della Strada, qualificando espressamente come 'reati' - e non come circostanze aggravanti - le fattispecie criminose di omicidio e lesioni stradali, facendo derivare dalla condanna o dal patteggiamento 'per i reati di cui agli artt.589-bis e 590-bis cod.pen.' la revoca della patente di guida. Deve allora ribadirsi, concludendo l’analisi della nuova normativa, che l’art.590-bis delinea una figura autonoma di reato e non una circostanza aggravante ad effetto speciale del delitto previsto e punito dall’art.590 cod.pen. e pertanto non necessita di querela di parte ai fini della sua procedibilità. 4. L’impugnata sentenza predibattimentale di prescrizione deve pertanto essere annullata, con rinvio al Tribunale di Brescia, che si atterrà nel nuovo giudizio al principio di diritto affermato in questa sede di legittimità.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Brescia.