Shop Neldirittoeditore Carrello
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | SABATO   17  NOVEMBRE AGGIORNATO ALLE 11:42
Testo del provvedimento

RESPONSABILITÀ CIVILE E FATTI ILLECITI (2043 – 2057 C.C.)
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
PUBBLICO IMPIEGO
CC Art. 2049
COST. Art. 28


RESPONSABILITÀ CIVILE DELLA P.A. PER FATTO ILLECITO DEL DIPENDENTE




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - ORDINANZA 5 novembre 2018, n.28079
ANNOTAZIONE
Con ordinanza interlocutoria del 5/11/2018 la terza sezione civile della Corte di cassazione ha rimesso gli atti della causa al Primo Presidente affinchè lo stesso valuti l’opportunità di promuovere l’intervento delle Sezioni Unite sulla seguente questione di diritto: se sussista o meno la responsabilità civile della p.a. per i fatti illeciti dei propri dipendenti qualora questi, approfittando delle proprie precipue funzioni, commettano un illecito penale per finalità di carattere esclusivamente personale.
I giudici osservano che, per tradizionale orientamento, la P.A. incorre in responsabilità per un fatto lesivo posto in essere dal proprio dipendente quando quest’ultimo abbia posto in essere una condotta ricollegabile, sia pure indirettamente, alle attribuzioni sue proprie (c.d. occasionalità necessaria). In particolare, la responsabilità della p.a. sussiste se ed in quanto si accertino: a) il nesso di causalità tra comportamento ed evento dannoso, b) la riferibilità all’amministrazione del comportamento stesso. Tale ultima circostanza postula, a propria volta, che l’attività del dipendente sia esplicazione dell’attività dell’ente pubblico e cioè tenda, seppur con abuso di potere, al conseguimento dei fini istituzionali. Nella diversa ipotesi in cui il dipendente agisca come semplice privato e persegua fini strettamente personali ed egoistici, assolutamente estranei alla p.a., il rapporto organico cessa e dovrà escludersi ogni collegamento con le attribuzioni proprie dell’agente.
Di recente si registra un diverso orientamento, condiviso dalla giurisprudenza penale, secondo cui la P.A. deve rispondere anche dei danni cagionati a terzi dai dipendenti pubblici che abbiano agito per finalità esclusivamente personali sfruttando l’occasione offerta dall’adempimento di funzioni pubbliche, all’ulteriore condizione che la condotta illecita costituisca uno sviluppo non imprevedibile dello scorretto esercizio di tali funzioni.
La Terza sezione quindi, rilevata la non univocità della giurisprudenza sul tema, ha ravvisato le condizioni per rimettere gli atti al Primo Presidente ai fini di un’eventuale assegnazione del ricorso alle Sezioni Unite.



ALLEGATO PDF DELLA SENTENZA