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Testo del provvedimento

DANNO ALLA PERSONA


NATURA UNITARIA E ONNICOMPRENSIVA DEL DANNO NON PATRIMONIALE




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. LAVORO - ORDINANZA 19 novembre 2018, n.29784
MASSIMA
Il danno non patrimoniale di cui all’art. 2059 c.c., identificandosi con il danno determinato dalla lesione di interessi inerenti alla persona non connotati da rilevanza economica, costituisce categoria unitaria non suscettiva di suddivisione in sottocategorie. Il riferimento a determinati tipi di pregiudizio, in vario modo denominati, risponde ad esigenze descrittive, ma non implica il riconoscimento di distinte categorie di danno. Tuttavia, la liquidazione finalisticamente unitaria di tale danno avrà il significato di attribuire al soggetto una somma di denaro che tenga conto del pregiudizio complessivamente subito tanto sotto l’aspetto della sofferenza interiore, quanto sotto quello dell’alterazione/modificazione peggiorativa della vita di relazione in ogni sua forma e considerata in ogni suo profilo, senza ulteriori frammentazioni nominalistiche.
Di conseguenza, anche se il danno non patrimoniale costituisce una categoria ampia e onnicomprensiva, nella relativa liquidazione il giudice deve tenere conto di tutti i pregiudizi concretamente patiti dalla vittima, provvedendo alla loro integrale riparazione.
In sintesi, natura unitaria del danno non patrimoniale sta a significare che non vi è alcuna diversità nell’accertamento e nella liquidazione del danno causato dalla lesione di un diritto costituzionalmente protetto. Natura onnicomprensiva del danno non patrimoniale sta invece a significare che, nella liquidazione di qualsiasi pregiudizio non patrimoniale, il giudice di merito deve tener conto di tutte le conseguenze che sono derivate dall’evento di danno, nessuna esclusa, con il concorrente limite di evitare duplicazioni risarcitorie attribuendo nomi diversi a pregiudizi identici.



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