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Testo del provvedimento

CONTRATTI DELLA P.A.


Anac, il cds esprime parere sulle clausole sociali




CONSIGLIO DI STATO, COMMISSIONE SPECIALE - PARERE 21 novembre 2018, n.2703
MASSIMA
La clausola sociale, di cui all'art. 50 del d.lgs n. 50 del 2016, è legittima nella misura in cui non implichi un indiscriminato e generalizzato dovere di assumere tutto il personale dell’impresa uscente ma permetta invece una ponderazione tra la necessità di personale per l’esecuzione del nuovo contratto e la libertà di scelta organizzativa e imprenditoriale del nuovo appaltatore.



ANNOTAZIONE
Il Consiglio di Stato ha adottato il parere sulle Linee guida Anac recanti la disciplina delle clausole sociali, disciplinate dall'art. 50 d. lgs. 18 aprile 2016 n.50, come modificato dal d. lgs. 19 aprile 2017 n.56.
La Commissione ha svolto le seguenti osservazioni.
Posto che per “clausola sociale” si intende solo la clausola che produce l’effetto di “promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato, sono, però, consentite anche le clausole sociali genericamente tese a “valorizzare aspetti che afferiscono alla protezione sociale, al lavoro e all’ambiente”, in base all’articolo 3, comma 1, lettera qqq) del Codice dei contratti”.
Inoltre, la Commissione ha schematizzato le ipotesi in cui la clausola sociale si applica, distinguendole dai casi in cui non se ne può fare applicazione. Si è osservato che il fine di proteggere l’occupazione assume rilievo tale da imporre l'obbligo della clausola in esame soltanto negli appalti ad alta intensità di manodopera, mentre negli altri casi ci si può rimettere alla discrezionalità delle stazioni appaltanti.
Dal contratto tra stazione appaltante ed impresa sorgono obblighi di informazione a favore delle imprese che partecipano alla gara e a carico dell’imprenditore uscente. Tali obblighi potrebbero doversi eseguire anche successivamente alla esecuzione del contratto (c.d. obblighi post-contrattuali) e il loro contenuto è funzionale al corretto adempimento della clausola sociale.
Il loro ingiustificato inadempimento potrebbe integrare gli estremi del grave illecito professionale di cui all’art. 80 comma 5 lettera c) del Codice dei contratti.
La Commissione suggerisce altresì di prevedere che l’offerta debba contenere un vero e proprio “piano di compatibilità” o “progetto di assorbimento”, nel senso che essa debba illustrare in qual modo concretamente l’offerente, ove aggiudicatario, intenda rispettare la clausola sociale, sebbene si chiarisce che persiste la discrezionalità della stazione appaltante se adottare tale accorgimento nel bando.
Infine, la Commissione si è occupata del rapporto tra la clausola sociale di cui all'art. 50 del d.lgs n. 50/2016 e la clausola sociale contenuta in un contratto collettivo di lavoro, stabilendo i rispettivi limiti di applicazione.
Da ultimo, sono individuati i rimedi in caso di inadempimento della clausola sociale, anche con riferimento al giudice competente.



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