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Testo del provvedimento

GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA


Commissario ad acta, respinta la questione di costituzionalità dell'art. 5 sexies, c. 8, della legge Pinto




CORTE COSTITUZIONALE - SENTENZA 5 dicembre 2018, n.225
MASSIMA
La nomina, da parte del giudice amministrativo, di un commissario ad acta appartenente all’amministrazione rimasta inottemperante prevista dall'art. 5 sexies, comma 8, della legge n. 89 del 2001, non contrasta con i principi di indipendenza dei giudici speciali, di effettività della tutela giurisdizionale e di ragionevolezza.
Il limite alla discrezionalità del giudice dell’ottemperanza nella scelta del commissario nella procedura liquidatoria degli indennizzi per equa riparazione della non ragionevole durata del processo (in deroga a quanto previsto per le procedure di pagamento degli altri debiti della pubblica amministrazione) trova, infatti, la sua giustificazione nella specificità di tale procedura. (Fattispecie in cui il Tar Umbria aveva sollevato la questione di costituzionalità dell'art. 5 sexies, c.8, della Legge Pinto, per contrasto con gli artt. 3, 24, 104 e 108 Cost, in quanto la disposizione, imponendo di nominare quale commissario ad acta un dirigente dell’amministrazione soccombente, eliminerebbe il potere discrezionale del giudice dell’ottemperanza di scegliere il commissario ad acta più idoneo e imparziale, introducendo una deroga in contrasto con i principi di ragionevolezza, effettività della tutela, di indipendenza e autonomia del giudice).



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