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Testo del provvedimento

DANNO ALLA PERSONA


Prova per presunzioni di danno non patrimoniale da offese alla sessualità.




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. LAVORO - ORDINANZA 19 febbraio 2019, n.4815
MASSIMA
Il danno non patrimoniale derivante dalla lesione di diritti inviolabili della persona, come tali costituzionalmente garantiti, è risarcibile anche quando non sussiste fatto-reato, nè ricorre alcuna delle altre ipotesi in cui la legge consente espressamente il ristoro dei pregiudizi non patrimoniali, a tre condizioni: a) che l'interesse leso - e non il pregiudizio sofferto - abbia rilevanza costituzionale; b) che la lesione dell'interesse sia grave, nel senso che l'offesa superi una soglia minima di tollerabilià; c) che il danno non sia futile, ovvero non consista in meri disagi o fastidi ovvero nella lesione di diritti del tutto immaginari come quello alla qualità della vita o alla felicità.
Tale danno, anche nel caso di lesione di diritti inviolabili, non può mai ritenersi in re ipsa ma va debitamente allegato e provato da chi lo invoca, anche attraverso il ricorso a presunzioni semplici.



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