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Testo del provvedimento

CONTRAVVENZIONI


LA DECORRENZA DEL TERMINE DI PRESCRIZIONE NEL REATO DI ATTIVITÀ DI GESTIONE DI RIFIUTI NON AUTORIZZATA




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 1 marzo 2019, n.8966
MASSIMA
La contravvenzione prevista all’art. 256, d.lgs. n. 152 del 2006 è un reato istantaneo, solo eventualmente abituale, per la cui integrazione è sufficiente un unico trasporto abusivo di rifiuti, conseguendone quindi la punibilità dell’agente anche per una singola condotta occasionale, non costituendo l’abitualità della condotta un elemento indefettibile, e con l’ulteriore conseguenza che la prescrizione decorre dal momento in cui il reato è consumato, ergo dal prelievo e trasporto dei rifiuti in difetto dell’autorizzazione prescritta.



ANNOTAZIONE
Con la sentenza in epigrafe la Suprema Corte si è occupata del problema relativo all’individuazione del momento di decorrenza del termine di prescrizione nella contravvenzione di cui all’art. 256, d.lgs. 152 del 2006, intitolata “Attività di gestione di rifiuti non autorizzata”.
La risoluzione della questione sottoposta al vaglio dei Giudici di legittimità dipende dalla qualificazione della struttura della fattispecie criminosa in esame.
Escluso che la suddetta contravvenzione possa essere considerata reato permanente o anche necessariamente abituale, la Suprema Corte ha ritenuto che essa sia un reato istantaneo, solo eventualmente abituale, per la cui integrazione è sufficiente un unico trasporto abusivo di rifiuti che, pur aggiungendosi ad episodi successivi, già da sé solo presenta rilevanza penale autonoma, ergo sarà ex se punibile. Con la conseguenza che la prescrizione decorre dal momento in cui il reato è consumato, quindi dal prelievo e trasporto dei rifiuti in difetto dell’autorizzazione prescritta.



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