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Testo del provvedimento

RESPONSABILITÀ CIVILE E FATTI ILLECITI (2043 – 2057 C.C.)


Criteri di liquidazione del danno biologico quando la persona offesa sia deceduta per una causa non ricollegabile alla menomazione.




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - ORDINANZA 15 febbraio 2019, n.4551
MASSIMA
Quando la durata della vita futura cessa di essere un valore ancorato alla probabilità statistica e diventa un dato noto per essere il soggetto deceduto, allora il danno biologico (riconoscibile tutte le volte che la sopravvivenza sia durata per un tempo apprezzabile rispetto al momento delle lesioni) va correlato alla durata della vita effettiva, essendo lo stesso costituito dalle ripercussioni negative (di carattere non patrimoniale e diverse dalla mera sofferenza psichica) della permanente lesione della integrità psicofisica del soggetto leso per l'intera durata della sua vita residua. Durata che è normalmente presunta (da qui la considerazione dell'età e della relativa speranza di vita in caso di lesioni che non abbiano provocato la morte), ma che è invece nota se la morte sia sopravvenuta.



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