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Testo del provvedimento

ABERRATIO
PRETERINTENZIONE, REATI AGGRAVATI DALL’EVENTO E 586 C.P.
CP Art. 584
CP Art. 82
CP Art. 586
CP Art. 628


PIAZZA SAN CARLO, TORINO: SPRAY URTICANTE, FOLLA IN TUMULTO E DECESSO DI UNA DONNA




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. V PENALE - SENTENZA 26 marzo 2019, n.13192
MASSIMA
1)SULLA QUALIFICAZIONE GIURIDICA DEL FATTO CONTESTATO ALL’IMPUTATO

-L’aver spruzzato (allo scopo di compiere rapine) spray urticante al peperoncino all’indirizzo degli spettatori che stazionavano in piazza, determinando, quale diretta conseguenza delle lesioni – consistite in bruciori di gola, tosse, difficoltà respiratorie, lacrimazione – dagli stessi riportate, una fuga scomposta in tutte le direzioni di tutti i partecipanti all’evento che procurava la morte per schiacciamento di una donna, integra il reato di omicidio preterintenzionale in sinergia con l’istituto dell’aberratio ictus plurilesiva previsto dall’art. 82, comma 2, cod. pen., che ricorre allorquando, oltre alla persona alla quale l’offesa sia diretta, viene offesa persona diversa (nel caso di specie, la donna rimasta schiacciata dai movimenti inconsulti della folla provocati dalla condotta dell’imputato) non solo per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione del reato – errore insussistente nella fattispecie, in quanto l’imputato ha leso con lo spray urticante soggetti che intendeva effettivamente offendere -, ma anche per “altra causa”, nella specie individuata nella reazione di panico che si è scatenata nella folla dopo lo spruzzo dello spray urticante.

-Ai fini della positiva valutazione della sussistenza del nesso causale del delitto di omicidio preterintenzionale, non rileva che la serie causale che ha prodotto la morte rappresenti lo sviluppo dello stesso evento di percosse o di lesioni voluto dall’agente, potendo trattarsi di un evento successivo seppur eziologicamente collegato alla causa iniziale posta in essere dall’agente. (Nel caso di specie, il decesso della donna è stata la diretta conseguenza del meccanismo causale innescatosi per effetto della condotta dell’imputato e sviluppatosi a seguito della reazione di panico che si è scatenata nella folla).

2)RAPPORTO TRA IL REATO DI OMICIDIO PRETERINTENZIOALE (art. 584 cod. pen.) E IL REATO DI MORTE O LESIONI COME CONSEGUENZA DI ALTRO DELITTO (art. 586 cod. pen.)

Il reato di morte o lesioni come conseguenza di altro delitto di cui all’art. 586 cod. pen. si differenzia dall’omicidio preterintenzionale di cui all’art. 584 cod. pen. perché, nel primo reato, l’attività del colpevole è diretta a realizzare un delitto doloso diverso dalle percosse o dalle lesioni personali, mentre, nel secondo, l’attività è finalizzata a realizzare un evento che, ove non si verificasse la morte, costituirebbe un reato di percosse o lesioni.
Nel delitto di cui all’art. 586 cod. pen. viene offeso un bene giuridico completamente diverso da quelli lesi (incolumità, vita) nel reato di cui all’art. 584 cod. pen. e viene conseguentemente commesso un delitto di diversa “specie”.
Ne consegue che, allorquando viene commessa una rapina, che abbia come sviluppo non voluto la morte di una persona, non si rientra nella fattispecie di cui all’art. 586 cod. pen., in quanto il delitto di cui all’art. 628 cod. pen. è un reato complesso plurioffensivo che offende non soltanto il patrimonio, ma anche l’incolumità individuale, ma viene integrato il presupposto del delitto di cui all’art. 584 cod. pen., ponendosi l’evento morte in progressione criminosa con la violenza esercitata per impossessarsi del bene altrui, la quale, se assume la meno grave connotazione delle percosse, è assorbita nel reato complesso di rapina.

3)CONDOTTA RIENTRANTE NELLA NOZIONE DI VIOLENZA AI FINI DELLA CONFIGURABILITÀ DEL REATO DI RAPINA EX ART. 628 COD. PEN.

L’aver spruzzato spray urticante al peperoncino all’indirizzo degli spettatori che stazionavano in piazza, durante la proiezione di una partita di calcio su un maxischermo, rientra nella nozione di violenza alla persona necessaria ad integrare il reato di rapina di cui all’art. 628 cod. pen.



CASUS DECISUS
Piazza San Carlo, Torino. Decesso di una donna intervenuto a seguito delle lesioni dalla stessa subite in conseguenza degli scomposti movimenti della folla, durante la proiezione di una partita di calcio su un maxischermo.
All’imputato era stato contestato di aver spruzzato (allo scopo di compiere rapine) spray urticante al peperoncino all’indirizzo degli spettatori che stazionavano in piazza (i quali avevano immediatamente avvertito odori e bruciori alla gola), condotta che aveva provocato movimenti repentini e violentissimi della folla, cui era seguita, senza soluzione di continuità, una fuga scomposta in tutte le direzioni di tutti i partecipanti all’evento, determinando il ferimento di numerose persone e la morte per schiacciamento di una donna.
Qual è la qualificazione giuridica del fatto contestato all’imputato?



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