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Testo del provvedimento

CONTRATTI DELLA P.A.


Nelle gare pubbliche, non opera la clausola espulsiva in presenza di una pretesa tributaria non esigibile




CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - SENTENZA 2 aprile 2019, n.2183
MASSIMA
In sede di gara pubblica, per potere operare la clausola espulsiva connessa ad infrazioni di natura tributaria prevista dall'art. 80, d.lgs. n. 50 del 2016, è necessario, da un lato, che il relativo credito sia già definito quanto a sorta principale ed “eventuali interessi o multe” e che, ciò nondimeno, la parte sia, comunque, rimasta colpevolmente inadempiente. Ne consegue che, qualora sia adottato un atto di recupero del credito tributario, che riflette la stessa natura degli avvisi di accertamento e costituisce il titolo per procedere ad attività di riscossione, manca una pretesa tributaria compiutamente e definitivamente stabilita (importo da recuperare, interessi e sanzioni) e come tale esigibile.



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