Shop Neldirittoeditore Carrello
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | VENERDÌ   15  NOVEMBRE AGGIORNATO ALLE 19:5
Testo del provvedimento

EDILIZIA E URBANISTICA


IRRILEVANZA DEL RAPPORTO DI CONIUGIO AI FINI DELLA RESPONSABILITÀ DEL COMMITTENTE – CONIUGE NON COMPROPRIETARIO DELL’OPERA ABUSIVA REALIZZATA SU UN’AREA DI PROPRIETÀ DELLA MOGLIE




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 29 aprile 2019, n.17736
MASSIMA
In tema di reati edilizi, la mera esistenza di un rapporto di coniugio a fronte della titolarità dell’area edificata in capo ad uno solo dei coniugi appare una circostanza di per sé neutra ai fini della configurazione della responsabilità del coniuge che non sia comproprietario dell’opera abusiva, quale committente delle opere. Tale rapporto può invece fondare una decisione di condanna solo ove congruamente correlato da indizi e presunzioni gravi, precise e concordanti, che denotino, unitariamente intesi, una sua compartecipazione, almeno morale, all’esecuzione dell’opera abusiva.
(Fattispecie nella quale la Suprema Corte non ha ritenuto elementi significativi, da cui possano trarsi elementi integrativi della colpa e prove di una compartecipazione dell’imputato, marito della proprietaria dell’area edificata, all’esecuzione delle opere, la mera presenza nell’edificio abusivo dell’intero nucleo familiare e la circostanza della chiamata dell’imputato da parte della moglie proprietaria, affinché egli interloquisse in ordine all’abuso con gli operatori di polizia giudiziaria sopraggiunti).



ALLEGATO PDF DELLA SENTENZA