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Testo del provvedimento

RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO


Il principio di sinteticità si applica anche in sede di ricorso straordinario al capo dello Stato




CONSIGLIO DI STATO, SEZ. I - PARERE 30 aprile 2019, n.1326
MASSIMA
Occorre fare applicazione del principio di sinteticità e chiarezza, sancito agli artt. 3, comma 2, e 26, comma 1, c.p.a., anche in sede di ricorso straordinario al capo dello Stato, atteso che l'’istituto ha perduto la propria connotazione puramente amministrativa ed ha assunto la qualità di rimedio giustiziale amministrativo, con caratteristiche assimilabili al processo amministrativo.



TESTO DELLA SENTENZA

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. I - PARERE 30 aprile 2019, n.1326 -

Numero 01326/2019 e data 30/04/2019 Spedizione

REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato

Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 17 aprile 2019

NUMERO AFFARE 01358/2018

OGGETTO:

Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto da Sunwise Capital Ltd, in persona del preposto della sede secondaria sita in Macomer (Nu) Corso Umberto I° n.226, contro Regione Sardegna, e nei confronti di Arpas - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Sardegna, del Comune di Giave e del Comune di Bonorva, per l’annullamento: - della delibera della Giunta della Regione Sardegna n.28/35 del 17.07.2013 avente ad oggetto 'Procedura di verifica ai sensi del Digs. n. 152/200, e relativa al progetto di un impianto solare termodinamico da 50 MW elettrici nei comuni di Giave e Bonorva. Proponente Sunwise Capital LTD ( Doc. n. 1), con cui l'Ente Regionale ha stabilito di 'sottoporre all'ulteriore procedura di VIA, per le motivazioni esposte in premessa, l'intervento denominato Impianto solare termodinamico da 50 MWe nei comuni di Giave e Bonorva (SS), proposto dalla società Sunwise Capital LTD. - e di ogni altro atto precedente e presupposto, conseguente, e comunque connesso, anche non conosciuto dalla società ricorrente, - e dei pareri negativi, anche solo in parte qua, rilasciati in fase endoprocedimentale dagli Enti coinvolti tra cui: a) il parere reso dalla Agenzia Regionale Per la Protezione dell'Ambiente della Sardegna - ARPAS — Dipartimento provinciale di Sassari — Servizio Valutazione e Analisi Ambientale (Doc. n.2) in data 20.5.2013 con nota protocollo n° 13239-2013; b) il parere reso dal Comune di Giave il 2.5.2013 (Doc. n. 3) con nota prot. 1080; c) il parere reso dal Comune di Bonorva il 3.5.2013 (Doc.n.4) con nota 0003558/2013;

LA SEZIONE

Vista la relazione n. 2787 del 05/02/2018 con la quale il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Vincenzo Neri;

considerato che il dovere di chiarezza e sinteticità degli atti è sancito agli artt. 3, comma 2, e 26, comma 1, c.p.a.;

considerato che nel processo amministrativo, ai sensi dell’articolo 13 ter delle norme di attuazione, i criteri e i limiti dimensionali del ricorso e degli atti difensivi sono fissati con decreto del Presidente del Consiglio di Stato al fine di consentire lo spedito svolgimento del giudizio in coerenza con i princìpi di sinteticità e chiarezza di cui al predetto articolo 3, comma 2, c.p.a.;

considerato che tale principio di sinteticità, oltre ad essere condiviso dalla giurisprudenza amministrativa (C.G.A. 15 settembre 2014 n. 536; C.G.A. 19 aprile 2012 n. 395), è stato affermato pure dalle sezioni unite della Corte di Cassazione (Cass., S.U., 11 aprile 2012 n. 5698);

considerato che il predetto dovere di chiarezza e sinteticità degli atti risponde anche ad esigenze avvertite in sede sovranazionale, così come dimostrato dalle «istruzioni pratiche alle parti relative ai ricorsi diretti e alle impugnazioni» redatto in ambito europeo dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea;

considerato che occorre fare applicazione di tale principio anche in sede di ricorso straordinario, atteso che “l’istituto ha perduto la propria connotazione puramente amministrativa ed ha assunto la qualità di rimedio giustiziale amministrativo, con caratteristiche strutturali e funzionali in parte assimilabili a quelle tipiche del processo amministrativo” (Corte Cost., 2 aprile 2014 n. 73);

considerato che, qualora le parti non osservino il predetto dovere di sinteticità, deve spettare al Consiglio di Stato, in sede consultiva, fissare criteri e limiti dimensionali al ricorso e agli altri atti difensivi con valutazione che tenga in considerazione la controversia introdotta con ricorso straordinario e la peculiarità del rimedio straordinario stesso;

considerato che il presente ricorso consta, escluse le relate di notifica in calce all’atto, di novantacinque pagine;

considerato che tale atto appare palesemente non proporzionato al livello di complessità della causa e che possono anche profilarsi ragioni di inammissibilità quando nel ricorso è particolarmente difficoltosa l'individuazione della materia del contendere (Cass., S.U., 17 luglio 2009 n. 16228);

considerato, dunque, che per la decisione del presente ricorso straordinario (e il rispetto anche da parte di questo Consiglio del dovere di chiarezza e sinteticità di cui al citato art. 3, comma 2, c.p.a.) parte ricorrente va invitata a produrre una memoria riepilogativa – che contenga l’esposizione chiara, sintetica ed omnicomprensiva di tutte le censure già proposte nel presente giudizio – alla quale unicamente fare riferimento per la decisione del ricorso straordinario;

considerato che, attesa la natura della controversia, tale memoria, fermo restando il numero massimo di caratteri, individuabile per la controversia in questione nel numero di 50.000, dovrà essere redatta su foglio A4 o sull'equivalente digitale di foglio A4, mediante caratteri di tipo corrente e di agevole lettura (ad es. Trebuchet MS, Courier, Garamond) e preferibilmente di dimensioni di 14 pt, con un'interlinea di 1,5 e margini orizzontali e verticali di cm. 2,5 (in alto, in basso, a sinistra e a destra della pagina, non sono consentite note a piè di pagina);

considerato che la predetta memoria dovrà essere depositata presso il Ministero riferente che provvederà poi a redigere relazione integrativa esaminando ogni censura e prendendo posizione su ciascuna di esse;

P.Q.M.

sospende l’adozione del parere in attesa dell’incombente istruttorio di cui in motivazione.

IL SEGRETARIO

Giuseppe Testa