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Testo del provvedimento

CONTRATTI – SINGOLI CONTRATTI


Vendita simulata lesiva dei diritti dell'erede legittimario.




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - ORDINANZA 11 aprile 2019, n.10182
MASSIMA
L'erede legittimario che agisca per l'accertamento della simulazione di una vendita compiuta dal "de cuius", siccome dissimulante una donazione affetta da nullita' per difetto di forma, assume, rispetto ai contraenti, la qualita' di
terzo - con conseguente ammissibilita' della prova testimoniale o presuntiva senza limiti o restrizioni - quando abbia proposto la domanda sulla premessa dell'avvenuta lesione della propria quota di legittima. In tale situazione, infatti, detta lesione assurge a "causa petendi" accanto al fatto della simulazione ed il legittimario, benche' successore del defunto, non puo', pertanto, essere assoggettato ai vincoli probatori previsti per le parti dall'articolo 1417 c.c., non rilevando la circostanza che egli, quale erede legittimo, benefici non solo dell'effetto di reintegrazione della
summenzionata quota, ma pure del recupero del bene al patrimonio ereditario per intero, poiche' il regime probatorio non puo' subire differenziazioni a seconda del risultato finale cui conduca l'accoglimento della domanda.
A tal fine e' irrilevante, una volta che sia stata spesa la qualita' di legittimario, che l'accertamento della simulazione implichi la riduzione, la nullita' ovvero l'inefficacia dell'atto stesso in quanto l'allegazione della intangibilita' della quota di riserva e la sua conseguente lesione assurgono a "causa petendi" accanto al fatto della simulazione, ed il legittimario - benche' successore del defunto - non puo' essere assoggettato ai vincoli probatori previsti per le parti dall'articolo 1417 c.c., non assumendo rilievo il fatto che egli - oltre all'effetto di reintegrazione riceva, in quanto sia anche erede legittimo, un beneficio dal recupero di un bene al patrimonio ereditario, non potendo applicarsi, rispetto ad un unico atto simulato, per una parte una regola probatoria e per un'altra una regola diversa.



ALLEGATO PDF DELLA SENTENZA