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Testo del provvedimento

LIBERTÀ MORALE (REATI CONTRO LA –ARTT. 610-613)
CP Art. 610


VIOLENZA PRIVATA PER LA PARCHEGGIATRICE ABUSIVA CHE SOTTRAE IL TICKET DI PARCHEGGIO DALLE MANI DELLA PERSONA OFFESA, LO STRAPPA E LO BUTTA A TERRA?




CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. V PENALE - SENTENZA 10 luglio 2019, n.30439
MASSIMA
Non integra il reato di violenza privata di cui all’art. 610 cod. pen. la condotta della parcheggiatrice abusiva, la quale, per impedire la cessione del ticket di parcheggio acquistato a terze persone, lo prende dalle mani della persona offesa, lo strappa e butta a terra, non essendo tali atti di violenza diretti a costringere la vittima ad un pati, ma essendo essi stessi produttivi dell’evento lesivo, senza alcuna fase intermedia di coartazione della libertà di autodeterminazione della persona offesa.



TESTO DELLA SENTENZA

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. V PENALE - SENTENZA 10 luglio 2019, n.30439 -
SENTENZA sul ricorso proposto da: MELKI JAMILA nato il 02/11/1958 avverso la sentenza del 11/12/2017 della CORTE APPELLO di PALERMO visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE DE MARZO; udito il Procuratore generale, in persona della dott. ssa PERLA LORI, la quale ha concluso per l'annullamento senza rinvio, perchè il fatto non sussiste Ritenuto in fatto 1. Per quanto ancora rileva, con sentenza del 11/12/2017 la Corte d'appello di Palermo ha confermato la decisione di primo grado, quanto alla affermazione di responsabilità, in relazione al delitto di violenza privata, di Jamila Melki, parcheggiatrice abusiva presso la cittadella della salute di Trapani, la quale, per impedire la cessione del ticket di parcheggio acquistato a terze persone, lo aveva preso dalle mani della persona offesa, Teresa Pompea, lo aveva strappato e quindi buttato a terra. 2. Il ricorso proposto nell'interesse dell'imputata è affidato ad un unico motivo, con il quale si lamentano vizi motivazionali e violazione di legge, in relazione alla ritenuta sussistenza del delitto di cui all'art. 610 cod. pen., dal momento che la violenza esercitata attraverso la distruzione del ticket non era diretta nei confronti della Pompea. Considerato in diritto 1. Il ricorso è fondato. Non è configurabile il delitto di violenza privata allorquando gli atti di violenza non siano diretti a costringere la vittima ad un pati, ma siano essi stessi produttivi dell'effetto lesivo, senza alcuna fase intermedia di coartazione della libertà di determinazione della persona offesa (Sez. 5, n. 10132 del 05/02/2018, Ippolito, Rv. 272796). 2. La sentenza impugnata va, in conseguenza, annullata senza rinvio perché il fatto non sussiste. P.Q.M. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste.
Così deciso il 04/03/2019.
Il Consigliere estensore
Giuseppe De Marzo
Il Presidente
Maria Vessichelli