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NOTIFICA DI OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO


CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - SENTENZA 16 novembre 2007, n.23773
MASSIMA
1. Il momento di perfezionamento della notificazione per il notificante deve distinguersi da quello del perfezionamento della stessa per il destinatario, perfezionamento che, nei confronti del primo, ha luogo con la consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario.

2. Ove tempestiva, la consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario evita alla parte la decadenza correlata all'inosservanza del termine perentorio entro il quale la notificazione deve essere effettuata; ciò se pure con effetto provvisorio ed anticipato a vantaggio del notificante, ma che si consolida, comunque, con il successivo perfezionamento del procedimento notificatorio nei confronti del destinatario, per il quale, a tal fine, rileva, invece, la diversa data in cui l'atto medesimo è da lui ricevuto o perviene nella sua sfera di conoscibilità.



CASUS DECISUS
Su ricorso del Condominio di piazza Farinata degli Uberti n. 3, in Ostia, il Giudice di pace di Ostia emetteva nei confronti di Sordi Carlo decreto ingiuntivo di pagamento della somma di euro 1.389,00 a titolo di quota spese condominiali. Il Sordi proponeva opposizione, che il Giudice di pace, con sentenza n. 421/03, accoglieva integralmente revocando il decreto ingiuntivo.
Il Condominio, rimasto contumace in primo grado, proponeva appello davanti al Tribunale di Roma (sez. dist. di Ostia) sostenendo che l'opposizione era stata proposta tardivamente e doveva, perciò, essere dichiarata inammissibile. Con sentenza n. 118/03 il Tribunale, in accoglimento dell'appello, dichiarava l'opposizione inammissibile perché tardiva e, conseguentemente, dichiarava esecutivo il decreto ingiuntivo condannando il Sordi alle spese. Contro la sentenza il Sordi ha proposto ricorso per cassazione.



PRECEDENTI
ConformeDifforme
Corte Cost. n. 477/02; Sez. Un. n. 10216/06



ANNOTAZIONE
La Cassazione interviene a fare chiarezza sul perfezionamento della notifica dell’atto di opposizione a decreto ingiuntivo: per la tempestività della notificazione fa fede la consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario, verificabile attraverso il timbro apposto da quest’ultimo. In altri termini, la notificazione può considerarsi tempestiva a far data non dal momento in cui il piego raccomandato viene spedito da parte dell'ufficio postale al destinatario, e poi ricevuto da parte di quest’ultimo. La Corte ha premura di distinguere tra il momento di perfezionamento della notificazione per il notificante e quello del perfezionamento della stessa per il destinatario: per questo rileva la data in cui l'atto è da lui ricevuto o perviene nella sua sfera di conoscibilità; per il primo, invece, occorre rapportarsi alla data di consegna dell’atto medesimo all’ufficiale giudiziario, “con la conseguenza che, ove tempestiva, quella consegna evita alla parte la decadenza correlata all'inosservanza del termine perentorio entro il quale la notificazione deve essere effettuata”.



TESTO DELLA SENTENZA

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - SENTENZA 16 novembre 2007, n.23773 - Pres. Elefante - est. Scherillo

Motivi della decisione


Con un unico motivo di censura si denuncia violazione di legge con riferimento all’art. 149 c.p.c. e all'art. 4, terzo comma della legge n. 890/82 nonché insufficiente motivazione su punto decisivo per avere la sentenza impugnata erroneamente ritenuto tardiva l'opposizione al decreto ingiuntivo.
Non ha considerato la sentenza che l'atto era stato consegnato all'ufficiale giudiziario in data 17.12.01 e che, pertanto, come affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 477/02 (erroneamente ritenuta dal giudice a quo inapplicabile al caso di specie), la notifica doveva ritenersi, per il notificante, perfezionata in quella data e, quindi, tempestiva.
La censura è fondata. Per effetto delle pronunzie della Corte Costituzionale nn. 69/94; 477/02 (richiamata nel motivo di ricorso); 28/04; 97/04; 154/05 è da considerare acquisito all'ordinamento processuale civile, tra le norme generali sulle notificazioni, il principio secondo cui il momento di perfezionamento della notificazione per il notificante deve distinguersi da quello del perfezionamento della stessa per il destinatario, perfezionamento che, nei confronti del primo, ha luogo con la consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario, con la conseguenza che, ove tempestiva, quella consegna evita alla parte la decadenza correlata all'inosservanza del termine perentorio entro il quale la notificazione deve essere effettuata; ciò se pure con effetto provvisorio ed anticipato a vantaggio del notificante, ma che si consolida, comunque, con il successivo perfezionamento del procedimento notificatorio nei confronti del destinatario, per il quale, a tal fine, rileva, invece, la diversa data in cui l'atto medesimo è da lui ricevuto o perviene nella sua sfera di conoscibilità.
Tale principio generale, più volte richiamato dalla giurisprudenza di questa Corte, opera anche in caso di notificazione a mezzo posta (v. Sez. Un. n. 10216/06). Nel caso di specie, dagli atti risulta che, notificato il decreto ingiuntivo al ricorrente in data 7.11.01, l'atto di opposizione venne dal Sordi consegnato all'ufficiale giudiziario per la notificazione in data 17.12.01, come chiaramente si legge nel timbro apposto dall'ufficiale giudiziario sull'atto in questione al momento della consegna dello stesso da parte del notificante. Pertanto, dovendo il procedimento notificatorio ritenersi iniziato nella detta data, costituente il giorno ultimo del termine, l'opposizione doveva, per il notificante, ritenersi tempestiva. Non ha osservato il principio di diritto il giudice di appello, il quale, senza tenere conto degli effetti bilaterali della notificazione di cui alla citata pronunzia della Corte Costituzionale, ha erroneamente preso in considerazione, ai fini della tempestività dell'opposizione, la data del 18.12.01, in cui il piego raccomandato fu spedito da parte dell'ufficio postale al destinatario, e quella, successiva, di ricevimento del piego da parte del destinatario, le quali, invece, rilevavano solo ai fini del perfezionamento del procedimento notificatorio nei confronti del destinatario. Inoltre, pur dando atto nella sentenza che la notifica era avvenuta a mezzo del servizio postale, ha contraddittoriamente - ed erroneamente – affermato che il richiamo fatto dall'appellato alla sentenza della Corte Cost. n. 477/02 era "irrilevante e non pertinente alla fattispecie riguardando quella pronunzia le notifiche ex art. 149 c.p.c", laddove quella pronunzia si attagliava in pieno al caso di specie. La sentenza va pertanto cassata con rinvio della causa al giudice a quo perché provveda all'esame dell'appello. Il giudice di rinvio provvederà anche a liquidare le spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.


La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa al Tribunale di Roma, anche per le spese.



 






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