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Articolo di Dottrina



VIA LIBERA ALLE CORREZIONI ONLINE DEL CONCORSO DI MAGISTRATURA



Il decreto Rilancio stabilisce le modalità all'art. 240 ter

Margherita Micelli Ferrari

Il decreto Rilancio del 13.05.2020 n.1 dà il via libera alle correzioni online del concorso di magistratura, indetto con bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 19 novembre 2019 n.91.

La condizione di emergenza epidemiologica da Covid-19 ha comportato l'adozione di misure urgenti per l'accelerazione delle procedure concorsuali del concorso di magistratura, le cui prove scritte sono state svolte in giugno 2019, al fine di giungere all'individuazione dei candidati idonei a sostenere la prova orale, pur sempre nel rispetto delle prescrizioni sanitarie tutt'ora vigenti.

In particolare l'art. 240 ter del Decreto Rilancio prevede che, a tutela della salute dei candidati, dei commissari e del personale amministrativo, fino al 31 luglio 2020 – anche in deroga a quanto previsto dagli articoli 12 e 13 del regio decreto 15 ottobre 1925, n. 1860 – la commissione esaminatrice per il concorso per magistrato ordinario può effettuare le operazioni di correzione degli elaborati scritti con modalità telematica, garantendo comunque la sicurezza e la tracciabilità delle comunicazioni.

Infatti, il Dipartimento della funzione pubblica, anche per il tramite di FormezPA, può avvalersi di CINECA Consorzio Interuniversitario, per l’applicazione software dedicata allo svolgimento delle prove concorsuali e le connesse procedure, compreso lo scioglimento dell’anonimato anche con modalità digitali.

Quanto allo svolgimento delle prove orali, fino al 30 settembre 2020, il presidente della commissione esaminatrice, con provvedimento motivato, può autorizzare lo svolgimento delle prove orali del concorso per magistrato ordinario mediante collegamento da remoto. Occorre, però, garantire l’adozione di soluzioni tecniche che assicurino la pubblicità delle stesse prove, l’identificazione dei partecipanti, la sicurezza delle comunicazioni e la loro tracciabilità.

Non trova applicazione l'art. 6 co.8 del d.lgs n. 160 del 2006 che prevede la revoca della nomina del presidente o del vicepresidente della commissione esaminatrice da parte del Consiglio superiore della magistratura. In particolare, il presidente non è revocato qualora non sia rispettato il termine di nove mesi a decorrere dal primo giorno successivo a quello di espletamento dell'ultima prova scritta per la graduatoria concorsuale; ovvero qualora l'intera procedura concorsuale non sia espletata in modo da consentire l'inizio del tirocinio degli uditori entro dodici mesi dalla data di conclusione delle prove scritte del relativo concorso; o ancora, qualora la commissione esaminatrice non esamini ogni mese gli elaborati scritti di non meno di quattrocento candidati ed esegua l'esame orale di non meno di cento candidati.

Infatti, l'art. 240 ter, co.5, sancisce il venir meno delle conseguenze connesse al mancato rispetto di tali termini a fronte dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e al fine di garantire la salute dei candidati, dei commissari e del personale amministrativo.

Infine, la disposizione in parola precisa che il termine del 31 luglio può essere prorogato con provvedimento motivato del presidente della commissione, ove necessario per la tutela della salute dei candidati, dei commissari e del personale amministrativo.






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