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Articolo di Dottrina



DECRETO GIUSTIZIA



Misure in materia di giustizia civile, ADR e relative al Consiglio nazionale forense.

PAOLA CARDINALE

Il 29 giugno 2020 è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge n. 70/2020, che converte in legge con modificazioni il decreto legge n. 28/2020, recante "Misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonchè disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid-19".

Si segnalano, in particolare:
1) l’ampliamento del novero delle cause ritenute urgenti per legge e a trattazione necessaria (rilevano anche quelle «relative ai diritti delle persone minorenni, al diritto all’assegno di mantenimento, agli alimenti e all’assegno divorzile» ex art. 83, lett. a);

2) la contrazione del termine finale di efficacia delle misure organizzative vincolanti previste dall’art. 83, c. 6. In particolare, occorre fare riferimento al 30 giugno 2020 in luogo del vigente 31 luglio 2020. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dell’articolo 3, comma 1, lettera i), del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28 (art. 1, comma 2, l. n. 70 del 2020). Di conseguenza, la sospensione della decorrenza dei termini di prescrizione e decadenza dei diritti da esercitarsi mediante proposizione di domanda giudiziale, disposta dall'art. 83, 8° comma, risulta operante solo fino al 30 giugno.

La legge di conversione, al contrario, non modifica il termine previsto nella lettera g) del medesimo comma 6 con la conseguenza che, fino al 30 giugno, sarà consentito ai Capi degli uffici giudiziari il rinvio delle udienze in ragione del contenimento del rischio epidemiologico a data successiva al 31 luglio.

3) qualora l’udienza si svolga da remoto il luogo posto nell’ufficio giudiziario da cui il magistrato si collega con gli avvocati, le parti ed il personale addetto è considerato aula d’udienza a tutti gli effetti di legge;

4) dal 9 marzo al 31 luglio nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione innanzi al tribunale e alla corte di appello il deposito degli atti del magistrato deve avvenire esclusivamente con modalità telematiche, eccezion fatta per il caso in cui i sistemi informatici del dominio giustizia non siano funzionanti (comma 11.1, inserito nell’art. 83);

5) Disposizioni in materia di ADR: 1) L’art. 3 della legge di conversione, modificando l’art. 83, c. 6 del d.l. n. 18/20, dispone, in relazione alla mediazione svolta da remoto, che la parte interessata può richiedere all’ufficiale giudiziario la notificazione di titolo esecutivo e precetto mediante trasmissione via PEC dell’accordo concluso e sottoscritto in tale forma. L’ufficiale giudiziario dovrà estrarre dal messaggio di posta elettronica certificata ricevuto le copie analogiche necessarie ad eseguire gli adempimenti ex art. 479 c.p.c. e dovrà dichiarare la conformità all’originale delle stesse, ai sensi del codice dell’amministrazione digitale; 2) l’art. 3, comma 1-quater, modificando l’articolo 3 del d.l. 6/20 (contenente Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19) convertito, con modificazioni, in legge 5 marzo 2020, n. 13, assoggetta al tentativo obbligatorio di mediazione il contenzioso relativo a obbligazioni contrattuali rimaste inadempiute a causa della pandemia da Covid-19. In particolare, l'esperimento del tentativo di mediazione costituisce condizione di procedibilità (e non di ammissibilità) della domanda. Non altrettanto dicasi per le controversie relative al risarcimento del danno aquiliano conseguente al contagio.






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