Giu
CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE - ORDINANZA 11 marzo 2022 N. 8054
Massima
L’istanza congiunta con cui le parti hanno dichiarato che è intervenuta la definizione della controversia mediante un accordo negoziale determina l’inammissibilità sopravvenuta del ricorso per cassazione per cessazione della materia del contendere.

Casus Decisus
Con ricorso notificato il 2 maggio 2019 (OMISSIS), anche in qualità di titolare dell’azienda agricola (OMISSIS), ha richiesto al Tribunale amministrativo regionale per l’Emilia Romagna, sede di Parma, l’annullamento della nota del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano del 18 febbraio 2019, n. 13/2019 PP, con cui era stata respinta la sua istanza di proroga del termine di assegnazione di Quote Latte Parmigiano Reggiano. Si è costituito in giudizio il Consorzio, in via preliminare eccependo il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo a conoscere del ricorso. Il Tribunale amministrativo regionale per l’Emilia Romagna, con sentenza n. 277/2019 pubblicata in data 26 novembre 2019, ha respinto nel merito la domanda di annullamento. Avverso la sentenza del TAR hanno proposto, (OMISSIS), appello principale e, il Consorzio, appello incidentale. Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 415/2021 resa pubblica mediante deposito in segreteria in data 13 gennaio 2021, ha respinto l’appello incidentale proposto dal Consorzio, confermando la giurisdizione del giudice amministrativo, mentre ha accolto l’appello principale e, per l’effetto, ha annullato la nota del Consorzio in data 18 febbraio 2019, n. 13/2019 PP. Per la cassazione della sentenza del Consiglio di Stato il Consorzio ha proposto ricorso, con atto notificato il 22 marzo 2021, per motivi inerenti alla giurisdizione.

Testo della sentenza
CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE - ORDINANZA 11 marzo 2022 N. 8054 Pietro Curzio

1. Successivamente alla proposizione del ricorso per cassazione, il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano e Patrizia Mora,
quest’ultima anche in qualità di titolare dell’impresa individuale Ronchi Energy Farm, hanno stipulato, in data 26 novembre 2021, un contratto
di transazione mediante il quale hanno concordemente definito tra loro i rapporti sottesi alla controversia.
Con istanza congiunta in pari data, le parti hanno richiesto che sia dichiarata la cessazione della materia del contendere per intervenuto
accordo negoziale di natura transattiva e che sia dichiarato il venir meno dell’efficacia della sentenza del Consiglio di Stato e della sentenza del TAR per l’Emilia Romagna, sede di Parma.
L’istanza congiunta con cui le parti hanno dichiarato che è intervenuta la definizione della controversia mediante un accordo negoziale determina l’inammissibilità sopravvenuta del ricorso per cassazione per cessazione della materia del contendere.
Ne consegue il venir meno dell’efficacia della impugnata sentenza n. 415/2021, pronunciata dal Consiglio di Stato, pubblicata in data 13 gennaio 2021, e della precedente sentenza del TAR per l’Emilia Romagna, sede di Parma, pubblicata in data 26 novembre 2019 (Cass., Sez. Un., 11 aprile 2018, n. 8980; Cass., Sez. Un., 30 aprile 2021, n. 11422; Cass., Sez. Un., 21 febbraio 2022, n. 5625).
3. – Le spese del giudizio di cassazione vanno interamente com pensate tra le parti.
4. – Occorre dare atto, ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, che non sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis del citato art. 13.
P.Q.M.
dichiara l’inammissibilità sopravvenuta del ricorso per cessazione della materia del contendere per intervenuto accordo negoziale di natura transattiva. Compensa integralmente tra le parti le spese processuali.
Così deciso, in Roma, nella camera di consiglio dell’8 marzo 2022.
Il Presidente