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Corte di Cassazione - - ORDINANZA 22 marzo 2022 N. 9372
Massima
I principi enunciati dalle Sezioni Unite, relativi a fattispecie regolate dall’articolo 36 D.Lgs. nr. 165/2001, devono trovare applicazione ogniqualvolta la conversione non possa operare in presenza di una norma di legge speciale che la impedisca, direttamente o indirettamente, anche a prescindere dall'applicabilità della disciplina dettata dal D.Lgs. n. 165 del 2001, come già chiarito da questa Corte (Cass. nr. 25625/2020; Cass. nr. 12876/2020; Cass. nn. 5229 e 6413 del 2017; Cass. n. 23945/2018).

Casus Decisus
RILEVATO che Con sentenza del 14 luglio 2016 la Corte d’Appello di Catania confermava la sentenza del Tribunale di Caltagirone nella parte in cui aveva dichiarato illegittimo il contratto a tempo determinato concluso tra (OMISSIS) ed il CONSORZIO (OMISSIS) in data 20 aprile 2006 nonché i contratti successivi ed aveva condannato il CONSORZIO al risarcimento del danno ex articolo 32 L. nr. 183/2010, in misura di dodici mensilità di retribuzione; in riforma della sentenza di primo grado, rigettava la domanda di conversione del rapporto a tempo indeterminato. 2. La Corte territoriale premetteva che, in assenza di impugnazione incidentale da parte del lavoratore, si era formato il giudicato sulle statuizioni del Tribunale concernenti la legittimità del termine apposto ai contratti stipulati tra le parti alle date del 13 maggio 2004 e del 21 aprile 2005. 3.Esponeva che il lavoratore appellato aveva riportato nella memoria difensiva le conclusioni del ricorso introduttivo del giudizio ma aveva proposto appello incidentale al solo fine di ottenere, in ipotesi di mancata conversione del rapporto a tempo indeterminato, il risarcimento del danno e non per censurare le statuizioni che lo vedevano soccombente quanto alla legittimità del termine. 4. Accoglieva l’appello proposto dal Consorzio, con il quale l’ente deduceva l’impossibilità di conversione del rapporto a termine in rapporto a tempo indeterminato. 5. Osservava che, secondo il principio enunciato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nella sentenza nr. 4685/2015, per gli enti pubblici economici della REGIONE (OMISSIS) vigeva la regola dell’obbligo di assunzione mediante concorso, obbligo venuto meno nel solo arco temporale intercorrente tra la data di entrata in vigore della L.R. SICILIA nr. 18/1999 e la entrata in vigore della L.R. SICILIA nr. 15/2004; soltanto per i contratti a termine stipulati nel suddetto intervallo temporale poteva dunque operare, in caso di illegittimità del termine, la conversione del rapporto a tempo indeterminato. 6. Il Tribunale aveva dichiarato la illegittimità del termine apposto al contratto del 20 aprile 2006 ed ai contratti successivi, ricadenti nel periodo in cui vigeva l’obbligo di assunzione per concorso. 7. La misura del danno andava confermata in dodici mensilità di retribuzione; l’articolo 32 L. nr. 183/2010 doveva essere applicato anche nelle ipotesi di mancata conversione del rapporto a tempo indeterminato giacchè i principi enunciati dalle S.U. della Corte di cassazione nella sentenza nr. 5072/2016 erano estensibili, per identità di ratio, alla fattispecie di causa, seppur non disciplinata dall’articolo 36 D.Lgs. nr. 165/2001. 8.L’appello incidentale andava pertanto respinto. 9.Ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza (OMISSIS), articolato in cinque ragioni di censura, cui il CONSORZIO ha resistito con controricorso. 10. le parti hanno depositato memoria.

Testo della sentenza
Corte di Cassazione - - ORDINANZA 22 marzo 2022 N. 9372 Manna Antonio

CONSIDERATO CHE

1.In via preliminare si rileva che la sintesi del primo motivo di ricorso riportata alla pagina 4 dell’atto di impugnazione non coincide con la rubrica del motivo indicata nella esposizione successiva. Si darà conto, dunque, di entrambe le prospettazioni.

2.Con il primo motivo si denuncia ? ai sensi dell’articolo 360 nr. 5 cod. proc. civ.? omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio ed omessa pronuncia (pagina 12 del ricorso) nonché ? ai sensi dell’articolo 360 nr. 3 cod. proc. civ.? violazione degli articoli 100, 326 e 346 cod. proc.civ. (sintesi del motivo, pagina 4 del ricorso). La censura coglie la affermazione della formazione del giudicato interno sulla statuizione del Tribunale di legittimità dei contratti a termine anteriori al contratto del 2006, in quanto non investita dall’appello incidentale del lavoratore.

[...]

6.Il motivo è infondato.

[...]

11. Il secondo mezzo è proposto ? ai sensi dell’articolo 360 nr. 3 cod. proc. civ.? per violazione della clausola 5 dell’accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE; si assume la contrarietà della legislazione regionale della REGIONE SICILIA alla suddetta clausola 5, sul rilievo che essa legittimerebbe i CONSORZI (OMISSIS) a ricorrere a plurimi contratti a tempo determinato in assenza di misure di prevenzione degli abusi e si deduce che la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato costituirebbe l’unica sanzione afflittiva, proporzionata ed adeguata.

12. Il motivo è infondato.

[...]

25.Il motivo è inammissibile, in quanto non conferente alla ratio decidendi della sentenza impugnata.

[...]

28. Il quarto motivo, con il quale si torna a denunciare? ai sensi dell’articolo 360 nr. 3 cod. proc. civ.? la violazione della clausola 5 numero 1 dell’accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nonché dell’articolo 3 Cost., è stato rinunciato dal ricorrente con la memoria depositata sicché deve dichiararsi il non luogo a provvedere sulla censura.

29. Il ricorso deve essere conclusivamente respinto.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.