Giu Ricorso procedimento disciplinare e contributo unificato
CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE - 30 marzo 2022 N. 10444
Massima
Il rigetto del ricorso costituisce il presupposto, del quale si dà atto con la presente sentenza, per il pagamento a carico della parte ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l'impugnazione, ai sensi dell'art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (nel testo introdotto dall'art. 1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n. 228)

Casus Decisus
RILEVATO CHE Il 19 dicembre 2016 l'avvocato (OMISSIS) venne tratto in arresto con l'accusa di estorsione aggravata, e sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere. Il 30 luglio 2017 il Tribunale di Imperia pronunziò nei suoi confronti sentenza ex art. 444 cod. proc. pen., con la quale applicò la pena di cinque anni di reclusione. Il ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso tale sentenza venne dichiarato inammissibile. 2. Sulla base di tali fatti il Consiglio Distrettuale di Disciplina di Genova, che dopo l'arresto dell'avvocato Riccardo Volanti ne aveva disposto la sospensione in via cautelare, con provvedimento del 17 dicembre 2019 gli comminò la sanzione disciplinare della radiazione. La sentenza venne appellata dall'incolpato. 3. Con sentenza 17 luglio 2021 n. 152 il Consiglio Nazionale Forense rigettò l'impugnazione. A fondamento della propria decisione il Consiglio Nazionale Forense osservò che: - ) correttamente il Consiglio Distrettuale di Disciplina aveva celebrato il procedimento nonostante l'assenza dell'incolpato all'udienza di discussione, dal momento che quella assenza non era dipesa da un impedimento oggettivo ed insuperabile; - ) correttamente il Consiglio Distrettuale di Disciplina aveva utilizzato, e posto a fondamento della decisione, gli atti e le prove raccolte nel corso del procedimento penale a carico dell'incolpato; - ) non era sindacabile dinanzi al Consiglio Nazionale Forense il giudizio con cui il Consiglio Distrettuale di Disciplina aveva reputato superflua la prova testimoniale richiesta dall'avvocato (OMISSIS); e in ogni caso la suddetta valutazione fu corretta, alla luce delle prove già acquisite; - ) la condotta tenuta dall'avvocato (OMISSIS) (avere appiccato,o fatto appiccare, il fuoco ad un immobile di proprietà di terzi) era stata ammessa dallo stesso incolpato, e la circostanza che essa non fosse dettata da finalità estorsive non ne sminuiva la rilevanza disciplinare. 4. La sentenza del Consiglio Nazionale Forense è stata impugnata per cassazione da (OMISSIS) con ricorso fondato su due motivi ed illustrato da memoria. Il Procuratore Generale ha chiesto il rigetto del ricorso.

Testo della sentenza
CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE - 30 marzo 2022 N. 10444

CONSIDERATO che

Col primo motivo il ricorrente lamenta un error in procedendo, consistito nella violazione dell'articolo 59 della legge 247/12.

[...]

1.1. Il motivo è inammissibile per difetto di specificità

[...]

2. Con il secondo motivo il ricorrente lamenta la violazione dell'articolo 132, secondo comma, n. 4, c.p.c., deducendo che la motivazione adottata dal Consiglio Nazionale Forense sarebbe solo apparente e comunque contraddittoria

2.1. Il motivo è inammissibile per estraneità alla ratio decídendi sottesa dalla sentenza impugnata.

Per questi motivi
la Corte di cassazione:
(-) dichiara inammissibile il ricorso

(-) ai sensi dell'art. 13, comma 1 - quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso a norma del comma 1 - bis dello stesso art. 13, se dovuto