Giu Revocatoria fallimentare e scientia decoctionis
CORTE DI CASSAZIONE, I SEZ. CIVILE - ORDINANZA 09 maggio 2022 N. 14682
Massima
Il convenuto in revocatoria non è ammesso a provare che, nel periodo suddetto, il debitore versava in una situazione
di sola temporanea difficoltà ad adempiere (così, Cass. 19 gennaio 2016, n. 803);

L’accertamento della effettiva conoscenza da parte dell’accipiens dello stato di insolvenza al momento delle rimesse in questione è oggetto di apprezzamento del giudice di merito, potendosi formare il relativo convincimento anche attraverso il ricorso alle presunzioni, alla luce del parametro – utilizzato dal giudice di appello – della comune prudenza ed avvedutezza e della normale ed ordinaria diligenza, con rilevanza peculiare della condizione professionale dell’accipiens e del contesto nel quale gli atti solutori si sono realizzati (cfr. Cass. 8 febbraio 2019, n. 3854; Cass., ord., 8 febbraio 2018, n. 3081; Cass. 18 aprile 2011, n. 8827);



Casus Decisus
RILEVATO CHE: - la Cassa di Risparmio dell’Umbria s.p.a., successivamente incorporata nella Intesa Sanpaolo s.p.a., propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Perugia, depositata il 28 novembre 2014, di reiezione dell’appello dalla medesima proposto avverso la sentenza di primo grado che aveva dichiarato, ai sensi dell’art. 67, secondo comma, l.fall., l’inefficacia, nei confronti del Fallimento della (omissis) s.r.l., delle rimesse affluite sui conti correnti intrattenuti dalla società e, conseguentemente, condannato la banca al pagamento del relativo importo, pari ad euro 458.772,06; - il giudice di appello, disattesa l’eccezione di nullità della domanda per incertezza della causa petendi e del petitum, in quanto tardivamente sollevata, ha respinto il gravame della banca, evidenziando che, al momento delle rimesse in oggetto, la società in bonis versava in uno stato di decozione e che sussisteva il requisito della scientia decoctionis, avuto riguardo alla concessione di un’ipoteca per una «somma rilevantissima» e al ritardo nel pagamento degli stipendi, nonché ai continui sconfinamenti «oltre fido» del saldo di conto corrente, alla presenza di cd. partite bilanciate e a un elevato numero di effetti ritirati o ritornati insoluti; - il ricorso è affidato a quattro motivi; - resiste con controricorso il Fallimento della (omissis) s.r.l.; - la ricorrente deposita memoria ai sensi dell’art. 380-bis.1 c.p.c.;

Testo della sentenza
CORTE DI CASSAZIONE, I SEZ. CIVILE - ORDINANZA 09 maggio 2022 N. 14682

CONSIDERATO CHE:

- con il primo motivo la ricorrente denuncia la violazione o falsa applicazione delle norme di diritto relative al concetto di decozione, per aver la Corte di appello valutato la sussistenza di un siffatto stato all’esito di una valutazione statica e non dinamica dell’andamento dell’impresa, senza considerare, in particolare, la linea di tendenza dell’indebitamento e le prospettive di sviluppo nel mercato, così come evincibili dalla ricchezza del portafoglio ordini, dalla qualità del suo lavoro e dai dati esposti in bilancio;

- il motivo è inammissibile;

- con il secondo motivo la banca deduce, con riferimento all’art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c., la nullità della sentenza per omessa pronuncia sulla questione, interessata da motivo di appello, relativa al momento in cui si fossero avverati i presupposti dello stato di decozione e della scientia decoctionis, rilevante al fine di stabilire per quali rimesse sussistessero tali presupposti; - il motivo è, quanto alla prima questione, inammissibile, atteso che, come ritenuto, lo stato di insolvenza interessa l’intero periodo sospetto per cui è inconfigurabile una decorrenza dello stesso in un momento diverso;

- quanto alla seconda questione, la doglianza è infondata, in quanto la Corte di appello ha, sul punto, espressamente affermato che, al momento dell’effettuazione delle rimesse, la banca avesse consapevolezza dello stato di insolvenza in cui versava la società, pronunciandosi, in tal modo, sulla questione controversa;

- con il terzo motivo la ricorrente si duole dell’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo e controverso, in relazione alla valutazione delle dichiarazioni testimoniali e delle emergenze documentali sul punto della individuazione del momento di avveramento delle difficoltà della società, nonché alla valenza attribuita alla concessione dell’ipoteca quale segno rivelatore di una condizione di insolvenza;

- il motivo è inammissibile;

[...]

- con l’ultimo motivo la banca lamenta l’omessa o insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo, con riferimento alla pretermissione delle critiche svolte dal consulente tecnico di parte nei confronti della consulenza tecnica d’ufficio in relazione al tema delle partite bilanciate;

- il motivo è inammissibile;

[...]

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso