Giu Rinuncia al ricorso per Cassazione non necessita dell'accettazione
Corte di Cassazione Civile, Sez 5 - ORDINANZA 30 giugno 2022 N. 20953
Massima
La rinuncia al ricorso per cassazione risulta perfezionata nel caso in cui la controparte ne abbia comunque avuto conoscenza prima dell'inizio dell'udienza, e, trattandosi di atto unilaterale recettizio, produce l'estinzione del processo a prescindere dall'accettazione, che rileva solo ai fini delle spese (Cass., Sez. U., 24/12/2019, n. 34429; Cass. 29/07/2014, n. 17187).

Casus Decisus
Rilevato che: 1. Con avviso di accertamento eseguito in forma sintetica ai sensi dell'art. 38 d.P.R. 29/09/1973, n. 600, l’Agenzia delle Entrate rideterminava i redditi di omissis, per l’anno 2006, in base alle spese per incrementi patrimoniali da esso sostenute. Il ricorso del contribuente era rigettato dalla Commissione tributaria provinciale omissis. La Commissione tributaria regionale dell’omissis, investita dell’appello, ne dichiarava in parte la inammissibilità e in altra parte lo rigettava nel merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di lite. 2. Ricorre contro la sentenza della Commissione tributaria regionale omissis, con otto motivi. Resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate.

Testo della sentenza
Corte di Cassazione Civile, Sez 5 - ORDINANZA 30 giugno 2022 N. 20953 CIRILLO ETTORE

Considerato che:

1. L’avv. omissis, procuratore costituito munito dei relativi poteri, giusta procura speciale a margine del ricorso, ha depositato al p.c.t., in data 20 aprile 2022, dichiarazione di rinuncia al ricorso. La rinuncia al ricorso per cassazione risulta perfezionata nel caso in cui la controparte ne abbia comunque avuto conoscenza prima dell'inizio dell'udienza, e, trattandosi di atto unilaterale recettizio, produce l'estinzione del processo a prescindere dall'accettazione, che rileva solo ai fini delle spese (Cass., Sez. U., 24/12/2019, n. 34429; Cass. 29/07/2014, n. 17187).

Invero, poiché l'art. 306 c.p.c. non si applica al giudizio di cassazione, la rinuncia al ricorso non integra, come detto, un atto cosiddetto accettizio (che richiede, cioè, l'accettazione della controparte per essere produttivo di effetti processuali), né un atto recettizio in senso stretto, dal momento che l'art. 390, ultimo comma, cod. proc. civ., ne consente - in alternativa alla notifica alle parti costituite – la semplice comunicazione agli avvocati delle stesse, i quali sono investiti dei compiti di difesa, ma non anche della rappresentanza in giudizio delle controparti.

2. Alla luce delle circostanze processuali e della sopravvenuta rinuncia appare necessario compensare le spese di lite del giudizio di legittimità.

Non sussistono i presupposti processuali per l'applicazione del pagamento del cd. doppio contributo unificato, di cui all'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 (Cass. 12/11/2015, n. 23175 in quanto tale disposizione si applica ai soli casi - tipici - del rigetto dell'impugnazione o della sua declaratoria d'inammissibilità o improcedibilità e, trattandosi di misura eccezionale, lato sensu sanzionatoria, è di stretta interpretazione e non suscettibile, pertanto, di interpretazione estensiva o analogica.

P.Q.M.

dichiara estinto il giudizio; compensa le spese del giudizio di legittimità.