Giu I motivi per i quali si chiede la cassazione della sentenza non possono essere affidati a deduzioni generali e ad affermazioni apodittiche
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - ORDINANZA 16 giugno 2022 N. 19365
Massima
I motivi per i quali si chiede la cassazione della sentenza non possono essere affidati a deduzioni generali e ad affermazioni apodittiche, con le quali la parte non prenda concreta posizione, articolando specifiche censure esaminabili dal giudice di legittimità sulle singole conclusioni tratte dal giudice del merito in relazione alla fattispecie decisa, atteso che il ricorrente ha l'onere di indicare con precisione gli asseriti errori contenuti nella sentenza impugnata, in quanto, per la natura di giudizio a critica vincolata propria del processo di cassazione, il singolo motivo assolve alla funzione condizionante il devolutum della sentenza impugnata, con la conseguenza che il requisito in esame non può ritenersi soddisfatto qualora il ricorso per cassazione sia basato su forme argomentative o modalità di formulazione tali da rendere impossibile l'individuazione della critica mossa ad una parte ben identificabile del giudizio espresso nella sentenza impugnata, rivelandosi del tutto carente nella specificazione delle deficienze e degli errori asseritamente individuabili nella decisione (cfr. Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 1479 del 22/01/2018, Rv. 646999 - 01; Sez. 1, Sentenza n. 10420 del 18/05/2005, Rv. 580895 - 01)

Casus Decisus
RILEVATO che, con sentenza resa in data 29/7/2021 (n. 1267/2021), la Corte d'appello di Bologna ha confermato la decisione con la quale il giudice di primo grado ha dichiarato la nullità per difetto di forma scritta del contratto di locazione concluso tra S.R. (in qualità di locatrice) e N.G. (in qualità di conduttore), con la condanna di quest'ultimo al rilascio dell'immobile e al pagamento della somma risultante dalla compensazione tra quanto dovuto dal G. a titolo di indennità di occupazione e le somme dovute in restituzione dalla Rambaldi in precedenza percepite a titolo di canoni; a fondamento della decisione assunta, la corte territoriale ha rilevato l'inammissibile proposizione per la prima volta in sede di appello, da parte del G., di una domanda nuova, consistente nella richiesta riconduzione a legalità del contratto in ragione dell'intervenuta imposizione unilaterale della mancata regolarizzazione fiscale del contratto da parte della locatrice (secondo una propria interpretazione dell'art. 13, co. 6, legge n. 431/98), là dove, in primo grado, il G. si era limitato a richiedere la sola condanna della Rambaldi alla conclusione di un contratto di locazione alle medesime condizioni già convenuto oralmente tra le parti, senza prospettare in alcun modo la mancata registrazione del contratto ai fini dell'art. 13, co. 6, legge n. 431/98; avverso la sentenza d'appello N.G. propone ricorso per cassazione sulla base di un unico motivo di impugnazione; S.R. non ha svolto difese in questa sede; a seguito della fissazione della camera di consiglio, la causa è stata trattenuta in decisione all'odierna adunanza camerale, sulla proposta di definizione del relatore emessa ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c.;

Testo della sentenza
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI - ORDINANZA 16 giugno 2022 N. 19365

CONSIDERATO che

con l'unico motivo d'impugnazione proposto, il ricorrente censura la sentenza impugnata per violazione di legge, per avere la corte d'appello erroneamente affermato l'inammissibilità della domanda di riconduzione a legalità del contratto di locazione proposta per la prima volta in sede di appello;

il motivo è inammissibile;

osserva il Collegio come l'odierno ricorrente si sia limitato a contestare le affermazioni fatte proprie dalla corte territoriale sulla base di un'astratta e solo generica opposizione alla decisione impugnata, senza neppure individuarne gli essenziali passaggi logico-giuridici, esaurendone il proprio contrasto argomentativo nella rilevazione secondo cui "ragioni di nullità della protezione, avrebbero dovuto imporre la rilevabilità di ufficio della stessa e comunque la sua ammissibilità ove, seppure proposte in appello per la prima volta, comunque proposta dal conduttore"; l'assoluta carenza di qualsivoglia sviluppo argomentativo delle contestazioni rivolte nei confronti della sentenza impugnata vale a escludere l'ammissibilità della censura così formalizzata dal ricorrente, dovendo al riguardo trovare applicazione il consolidato insegnamento della giurisprudenza di questa Corte [...]

sulla base di tali premesse, dev'essere formalmente dato atto dell'inammissibilità del ricorso; non vi è luogo per l'adozione di alcuna statuizione in ordine alla regolazione delle spese del presente giudizio di legittimità, non avendo l'intimato ha svolto difese in questa sede; dev'essere, infine, attestata la sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso, a norma del comma 1-quater, dell'art. 13 del d.p.r. n. 115/2002;

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso.