Giu Il negozio fiduciario - casistica giurisprudenziale
Corte di Cassazione - - 06 marzo 2020 N. 6459
Massima
• Il negozio fiduciario rientra nella categoria più generale dei negozi indiretti […]. Poiché l’intestazione fiduciaria di un bene comporta un vero e proprio trasferimento in favore del fiduciario, ove tale patto abbia ad oggetto bene immobili, esso deve risultare da un atto avente forma scritta ab substantiam (Cass. civ., sez. III, 9 maggio 2011, n. 10163);

• Nel contratto fiduciario di compravendita il pactum fiduciae configura un rapporto obbligatorio che, per la sua sola sussistenza limita l’efficacia reale del contratto stesso nei confronti dei terzi. La configurazione di tale contratto in genere passa attraverso la valutazione ermeneutica in concreto degli interessi dei soggetti contraenti, per cui: a) l’obbligo di ritrasferimento deve essere effettuato dal fiduciario-acquirente prescindendo dalla relativa eventuale richiesta dello sfiduciante-venditore; il mancato adempimento di tale onere comporta ai sensi dell’art ì. 1218 cc il risarcimento del danno; c) comunque il fiduciario inadempiente risulta privo di legittimazione sostanziale a disporre del bene sia inter vivos che mortis causa. (Cass. civ, sez. III, n 23728 del 14 novembre 2011);

• Trattandosi di fattispecie non espressamente disciplinata dalla legge e, in mancanza di una disposizione espressa in senso contrario, il pacrtum fiduciae non può che essere affidato al principio generale della libertà della forma. (Cass. civ., sez. II, n. 14654 del 27 agosto 2012);
• Nel “pactum fiduciae” il fiduciario e proprietario e la limitazione derivante dal “pactum” è inopponibile ai terzi ai sensi dell’art 1372 cc: in particolare non è opponibile ai creditori del fiduciario che abbiano iscritto ipoteca giudiziale sull’immobile in data anteriore alla trascrizione della domanda del fiduciante (Cass. civ. sez. II, 25 Ottobre 2013, n. 24166);
• Per il patto fiduciario con oggetto immobiliare che s'innesta su un acquisto effettuato dal fiduciario per conto del fiduciante, non è richiesta la forma scritta ad substantiam; ne consegue che tale accordo, una volta provato in giudizio, è idoneo a giustificare l'accoglimento della domanda di esecuzione specifica dell'obbligo di ritrasferimento gravante sul fiduciario";
"La dichiarazione unilaterale scritta del fiduciario, ricognitiva dell'intestazione fiduciaria dell'immobile e promissiva del suo ritrasferimento al fiduciante, non costituisce autonoma fonte di obbligazione, ma, rappresentando una promessa di pagamento, ha soltanto effetto confermativo del preesistente rapporto nascente dal patto fiduciario, realizzando, ai sensi dell'art. 1988 c.c., un'astrazione processuale della causa, con conseguente esonero a favore del fiduciante, destinatario della contra se pronuntiatio, dell'onere della prova del rapporto fondamentale, che si presume fino a prova contraria". (SEZIONI UNITE CIVILI Sentenza 6 marzo 2020, n. 6459);

• Il negozio fiduciario si presenta non come una fattispecie, ma come una casistica: all'unicità del nome corrispondono operazioni diverse per struttura, per funzione e per pratici effetti. Innanzitutto perché l'investitura del fiduciario nella titolarità del diritto può realizzarsi secondo distinti moduli procedimentali: le parti possono dare origine alla situazione di titolarità fiduciaria sia attraverso un atto di alienazione dal fiduciante al fiduciario, sia - come nel caso da cui è sorta la presente controversia - mediante un acquisto compiuto dal fiduciario in nome proprio da un terzo con denaro fornito dal fiduciante. In secondo luogo perché l'effetto traslativo non è essenziale per la configurabilità di un accordo fiduciario (SEZIONI UNITE CIVILI Sentenza 6 marzo 2020, n. 6459);

• Partendo dal principio secondo cui non è richiesta la forma scritta per la validità del patto fiduciario avente ad oggetto l'obbligazione del fiduciario di ritrasferire al fiduciante l'immobile dal primo acquistato da un terzo in nome proprio, le dichiarazioni posteriori rese dal fiduciario, con le quali si riconosce la proprietà del bene in capo al fiduciante, pur non costituendo autonoma fonte di obbligazione, hanno effetto confermativo del preesistente rapporto processuale. 4.14. Da tali dichiarazioni non dipende la nascita dell'obbligo del fiduciario di ritrasferire l'immobile al fiduciante, ma l'esonero del fiduciante dall'onere di provare il rapporto fondamentale, che viene presunto iuris tantum. Si verifica, pertanto, un'inversione dell'onere della prova, in quanto, rendendo la dichiarazione, il fiduciario non assume l'obbligazione di ritrasferimento, essendo egli già obbligato in forza del pactum fiduciae, ancorchè stipulato verbalmente ma assume, piuttosto, l'onere di dare l'eventuale prova contraria dell'esistenza, validità, efficacia, esigibilità o non avvenuta estinzione del pactum (Cass. Civile, Sez. II, ordinanza n. 15385 del 20 Luglio 2020);

• Per il patto fiduciario con oggetto che si innesta su un acquisto effettuato dal fiduciario per conto del fiduciante, non è richiesta la forma scritta ab substantiam; ne consegue che tale accordo, una volta provato in giudizio, è idoneo a giustificare l’accoglimento della domanda di esecuzione specifica dell’obbligo di trasferimento gravante sul fiduciario (Cass. civ. sez. II MN. 1604 del 26 gennaio 2021);

• la prova per testimoni del pactum fiduciae è sottratta alle preclusioni stabilite dagli artt. 2721 e ss. c.c. nel caso in cui il patto sia volto a creare obblighi connessi e collaterali rispetto al regolamento contrattuale, onde realizzare uno scopo ulteriore in rapporto a quello naturalmente inerente al tipo di contratto stipulato, senza direttamente contraddire il contenuto espresso di tale regolamento (Cass. civ. sez III, sentenza n. 7179 del 4 marzo 2022 v. Cass., 23/3/2017, n. 7416, ove si è sottolineato che laddove il patto si ponga in antitesi con quanto risulta dal contratto la qualificazione dello stesso come fiduciario non è sufficiente ad impedire l'applicabilità delle disposizioni che vietano la prova testimoniale dei patti aggiunti o contrari al contenuto di un documento).

Casus Decisus
Il negozio fiduciario è un istituto di matrice giurisprudenziale, il cui fondamento è stato inquadrato in diversi istituti a seconda della matrice di pensiero. Tuttavia la dottrina e la giurisprudenza maggioritaria fanno risalire il suo fondamento nell'art. 1322 del codice civile. Qui una raccolta della più importante giurisprudenza in materia tra cui si segnala la sentenza n. 6459 del 6 marzo 2020, delle SEZIONI UNITE CIVILI, che oltre a fare il punto sull'istituto, hanno risolto la disamina circa la forma del negozio fiduciario.

Testo della sentenza
Corte di Cassazione - - 06 marzo 2020 N. 6459